L’ex banca diventa “casa” per i genitori del Piraghetto

Sei anni di vita dell’associazione che ha rilanciato il parco: «Ora l’ampliamento» E il gruppo apre una sede in via Piave grazie ad un comodato d’uso gratuito



«Dopo aver acceso il parco, contribuiamo anche noi ad accendere vetrine a Mestre». Stefano Giacomazzi, presidente di “Viva Piraghetto” annuncia dopo i festeggiamenti per i sei anni di vita dell’associazione nata da un gruppo di genitori stanchi del degrado del parco Piraghetto, le prossime mosse: «Abbiamo ottenuto la possibilità di avere una nuova sede fisica, in via Piave, presso la ex banca Friuladria: uno spazio dove creeremo eventi, laboratori e che sarà a disposizione delle associazioni che collaborano con noi». L’opportunità arriva da un comodato d’uso gratuito di uno spazio commerciale sfitto, sulla scia delle esperienze del gruppo di lavoro di via Piave.


Giacomazzi conferma: «Siamo molto contenti. Un bel regalo di compleanno avere la sede in comodato gratuito da una proprietà decisamente "illuminata"». Iniziativa che arriva dopo il progetto “Chorus”, recentemente presentato dalla Confesercenti con il grande negozio all’angolo tra via Carducci e via Piave al civico 67, occupato da cinque realtà commerciali: Crescente Interni, Il Giralibri, Antica Drogheria Caberlotto, Holic Studio e Like Agency che hanno unito le forze per offrire alla città iniziative culturali che andranno dalle mostre agli workshop, dalla promozione di eventi ai dibattiti. Un modo, questo, per rilanciare vetrine sfitte, non affittate da anni ed accendere luci di speranza contro il degrado in città. Altra piccola novità: il bistrot Grand Central ha aperto le porte il martedì anche al nuovo Alveare, per acquisti di gruppo di alimenti, frutta e verdura a chilometro zero.

Segnali in linea, spiegano da “Viva Piraghetto” con il lavoro iniziato sei anni fa con le feste autopromosse dentro il Piraghetto. E ora il Comune invita altri cittadini a fare lo stesso in altre zone verdi di Mestre: «Il Piraghetto è decisamente cambiato in meglio non con noi, ma con tutte le persone che sono tornate a vivere lo spazio. Noi abbiamo solo acceso un piccolo cerino, poi il resto è venuto con il tempo. Adesso, e continueremo a chiederlo a gran voce, il parco deve ingrandirsi e l'amministrazione deve investire in questo polmone cittadino che è tornato verde brillante» dice Giacomazzi. L’ampliamento è previsto dal masterplan della stazione di Mestre che prevede, tra le azioni concrete, la cessione di aree dalle ferrovie al Comune. Lo scorso giugno la giunta con una delibera da 150 mila euro ha approvato un intervento di riduzione, minima, del parco per creare il giardino del nuovo asilo Millecolori con interventi per nuovi marciapiedi e viabilità. Ma la partita vera è quella del Masterplan che rende pubblici anche i giardini di via Piave. L’ex scalo merci di via Trento è destinato ad ospitare in parte l'ampliamento del parco e in parte un investimento edilizio (case e uffici) del gruppo Ferrovie. Una area da 65 mila metri quadrati lungo via Trento, in prossimità del parco: vi si possono costruire 21.500 metri quadrati di immobili, con un mix di destinazioni residenziali e commerciali. Il pressing parte. La gente vuole un Piraghetto, non solo vivo, e sicuro, ma più esteso. Nella festa di compleanno lo scorso weekend tra spettacoli, musica, giochi e food truck sono stati raccolti 742 euro per il progetto “Still i rise”, che garantisce di studiare a bambini di zone del mondo. —

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