Cona dice no alla fusione con Cavarzere

Durante la settimana di voto solo il 10% dei cittadini alle urne Responso netto: 69% di contrari Il sindaco: «Tema poco sentito il paese teme di scomparire»

CONA

Secchiata di acqua gelida da Cona sul tema della fusione con Cavarzere. Il sondaggio promosso dal sindaco Alessandro Aggio ha dato un responso piuttosto netto: il 69% dei votanti si è detto contrario all’unione tra i due Comuni limitrofi, sconfessando la campagna elettorale di tutti e tre i candidati sindaci alle amministrative cavarzerane. Solamente il 5% ha detto di sì all’apparentamento con Cavarzere, mentre il 23% si è espresso a favore della fusione, ma con altri comuni come Agna e Correzzola. Il sondaggio è durato una intera settimana, ma solamente il 10% degli aventi diritto al voto ha risposto ai quesiti posti dal sindaco Aggio, segno anche questo evidente che l’eventuale fusione con Cavarzere è un tema che non appassiona molto i residenti del piccolo comune dell’area sud della Città metropolitana.


«Il tema non è molto sentito in paese», commenta il primo cittadino di Cona, «Tanto è vero che nella nostra campagna elettorale non ne abbiamo quasi mai parlato. Al contrario a Cavarzere è stato uno degli argomenti principali di questa tornata elettorale, segno evidente che è molto più sentito da quelle parti, mentre da noi appassiona gran poco, come testimonia anche la poca partecipazione della gente». Esito che rischia di stroncare sul nascere una ipotesi che aleggia nell’aria già da qualche anno. «Inutile», chiarisce Aggio, «intraprendere un percorso se la gente non vuole. La risposta è netta: Cona non vuole la fusione con Cavarzere. Certo bisogna fare un ragionamento più ampio, un percorso che non si può fare dall’oggi al domani. Cona, unendosi con Cavarzere, ha paura, essendo molto più piccola (meno di tremila abitanti contro i tredicimila di Cavarzere, ndr) di essere soffocata. Meglio allora provare una fusione con Agna o Correzzola che, più o meno, hanno le nostre stesse dimensioni, anche se sono in provincia di Padova e per cambiare i confini delle province serve una legge dello Stato». Il neo sindaco Munari aveva bollato il sondaggio di Cona come inappropriato e fuori luogo. «Ne hanno parlato tutti i candidati sindaci ed abbiamo fatto uscire i risultati dopo il voto», conclude Aggio, «È un percorso in salita perché a Cona non interessa». —

DANIELE ZENNARO

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