«Posseduta da Satana» Controllore aggredita in treno da un esagitato

È successo ieri mattina sul regionale Venezia-Trieste Un testimone: «L’ha presa per il collo, voleva strangolarla»

SAN DONà

Ha cercato di strangolarla gridando ossessionato: «È posseduta dal demonio». Un uomo ha aggredito un’addetta al controllo dei biglietti sul treno regionale Venezia-Trieste, ieri mattina intorno alle 8.40 poco dopo la stazione di partenza.


L’aggressione improvvisa è avvenuta nel tratto della linea ferroviaria tra Meolo e San Donà di Piave, quando l’addetta si è avvicinata per controllare il biglietto di un passeggero che sedeva silenzioso e apparentemente innocuo.

L’uomo si è alzato improvvisamente e ha reagito in preda a una crisi di nervi saltandole addosso e gridando che la donna era posseduta dal demonio e lui doveva per questo intervenire per liberarla. I passeggeri non hanno capito subito cosa stesse accedendo e hanno sentito la grida e poi visto l’uomo che la stava prendendo per il collo.

Poco dopo sono intervenuti per aiutarla, in quattro, e lo hanno spinto con forza fuori dal treno quando sono arrivati alla stazione di San Donà-Jesolo e il convoglio si è fermato.

La zuffa è continuata anche alla stazione dei treni per cercare di bloccare l’uomo che ancora era esagitato e diceva di dover cercare la donna “posseduta”.

Intanto è stata chiamata la polizia ferroviaria di Mestre, giunta a San Donà. Tutti i coinvolti sono rimasti feriti, compreso il capo treno che nel frattempo è accorso, oltre la donna e altri due passeggeri intervenuti.

Tra questi, Sharifi Negibla, giovane afghano che abita a Mestre, dove lavora come saldatore, che si stava recando a San Donà da un amico e ha assistito alla scena impressionato. È stato uno dei primi a cercare di bloccare quell’uomo, italiano, quarantenne, vestito con abiti sportivi.

«È stato terribile» racconta dal pronto soccorso di San Donà l’afghano, «quell’uomo continuava a gridare in modo frenetico che doveva liberare la donna dal demonio. Noi abbiamo cercato di fermarlo quando ci siamo resi conto che le stava stringendo il collo con le mani. Io sono riuscito a spingerlo fuori dal treno prima che le facesse ancora più male, mentre lei piangeva disperata. Poi siamo andati tutti al pronto soccorso».

Le ferite sono state fortunatamente abbastanza lievi, tra graffi, ecchimosi e slogature, ma adesso l’indagine è in corso. Massimo riserbo da parte della polizia ferroviaria. L’aggressore è stato a sua volta medicato e calmato al pronto soccorso e adesso rischia una denuncia per aver commesso quell’aggressione seppure in uno stato mentale alquanto instabile. —

Giovanni Cagnassi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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