In provincia di Venezia l’obbligo di Green pass spinge alla corsa per i vaccini

IMAGOECONOMICA

Tante prenotazioni per la prima dose tra i lavoratori. In Veneto orientale raggiunta la soglia dell’80 per cento di vaccinati. Posti Covid a Jesolo

MESTREL’obbligo di Green pass per i lavoratori privati e della pubblica amministrazione, in vigore dal 15 ottobre, fa volare la campagna vaccinale nell’Usl 3, con la registrazione di numeri da record tra i lavoratori. Ma la corsa non è soltanto alla profilassi, ma anche al tampone, unica alternativa per i “duri e puri” che continuano a rifiutare la vaccinazione.

CORSA AL VACCINO

Parlando di profilassi, tra i pensionati la situazione è ormai consolidata. In tutta l’Usl 3, le prenotazioni delle prime dosi tra gli ultra 60enni sono meno di 400. La curva si impenna nella fascia 30-59enni, la fascia dei lavoratori.

Nei prossimi giorni, il vaccino contro il Covid sarà somministrato a 1. 223 ultra 30enni, a 1. 359 ultra 40enni e a 1. 078 ultra 50enni. Poi a 869 giovani tra i 20 e i 29 anni, fascia che già, ben prima dell’obbligo, aveva risposto molto bene alla campagna di profilassi. A questo si aggiungano le prenotazioni dei tamponi, che fioccano, e il quadro è completo: ecco l’effetto Green Pass obbligatorio per andare al lavoro.

Niente sospensione dal servizio, ma congelamento dello stipendio, dal 15 ottobre sarà necessario esibire il certificato per potere andare al lavoro. Senza Green pass non si potrà entrare in ufficio e, di conseguenza, i soldi accreditati in busta paga saranno pari a zero. La norma, fino a questo momento, era prevista per i soli operatori sanitari e per i lavoratori della scuola, adesso sarà estesa a chiunque, e i risultati già si vedono, con le prenotazioni dei vaccini (e dei tamponi: uno ogni 48 ore per chi continua a rifiutare la profilassi) che hanno ripreso a galoppare, dopo intere settimane di stasi.

VENETO ORIENTALE

In tutto questo, l’Usl 4 raggiunge la soglia dell’80 per cento di vaccinati. Intanto, all’ospedale di Jesolo da oggi sarà aperto un “modulo” per malati di covid che necessitino di ricovero. Una decina di letti per le emergenze che non saranno più ricoverati in altri ospedale o nel presidio di San Donà. Sono oltre 315 mila le dosi di vaccino somministrate, di cui 20. 131 dai medici di famiglia.

Precisamente sono 156. 590 i residenti (il 76%) che hanno completato il ciclo vaccinale e altri 7. 951 (il 4%) hanno effettuato la prima dose e quindi a breve completeranno il ciclo. Analizzando la copertura per fasce d’età, gli anziani, a partire dai 70 anni, si confermano i più vaccinati con una percentuale che sfiora il 90%, seguiti dalla fascia 60-69 anni al’85, 8%, poi la fascia 50-59 anni con l’80, 1% e, a sorpresa, i ragazzi dai 20 ai 29 anni al 76, 6%. In coda i giovanissimi tra i 12 e i 19 anni al 64, 6%.

«In questo territorio», spiega il direttore generale dell’Usl 4, Mauro Filippi, «l’adesione alla vaccinazione è sempre stata buona, ma prevedo un ulteriore balzo a breve termine che ci permetterà di incrementare ulteriormente la platea degli immunizzati». I centri vaccinali saranno aperti per accogliere 25 mila persone reclutate con lettera a domicilio, tra 30 e 59 anni, che non si sono ancora vaccinate.

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Afritech - "Verso un'Africa dove ognuno possa avere l'elettricità"

Gallinella su purea di zucca, patate croccanti e cavolo riccio

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi