Il ministro Cartabia alla Cittadella della Giustizia di Venezia: “E’ ora di un cambio di passo”

Al sopralluogo erano presenti anche Carlo Citterio e Giancarlo Buonocore, rispettivamente presidente reggente e procuratore generale reggente della Corte d'Appello di Venezia oltre a Salvatore Laganà, presidente del Tribunale distrettuale di Venezia

VENEZIA. Il ministro della Giustizia Marta Catabia ha visitato stamane il cantiere dei lavori di ristrutturazione del complesso dell'ex Manifattura Tabacchi, a Piazzale Roma, destinato a riunire tutti gli uffici giudiziari distribuiti a Venezia. Era accompagnata dall'assessore ai Lavori pubblici e dai tecnici dell'assessorato comunale.

Al sopralluogo erano presenti anche Carlo Citterio e Giancarlo Buonocore, rispettivamente presidente reggente e procuratore generale reggente della Corte d'Appello di Venezia oltre a Salvatore Laganà, presidente del Tribunale distrettuale di Venezia.

L'area viene acquistata dal Comune di Venezia nel 1996 per 97 miliardi di lire. Nel 2000 si conclude la redazione del progetto definitivo suddiviso in tre lotti, con l'obiettivo di riunire tutte le funzioni giudiziarie, frammentate in molteplici palazzi storici e disseminate nel tessuto urbano della città, in un unico sito interconnesso alla viabilità acquea, ferroviaria e su gomma.

Il primo lotto, i cui lavori sono terminati a stralci tra il 2010 e il 2014, ha visto l'insediamento del Tribunale Penale, della Procura della Repubblica, della Polizia Giudiziaria, del Cit (Centro Intercettazioni) e Dda, del Tribunale di Sorveglianza e di alcune sezioni civili della Corte d'Appello. Sono invece in corso i lavori per il completamento del secondo lotto, iniziati nel luglio del 2020, la cui conclusione è prevista per il primo trimestre del 2023. L'opera, dal costo complessivo di 18.650.000,00 euro è finanziata per 12.500.000,00 euro dal Bando Periferie, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, 5.050.000,00 euro dal Ministero della Giustizia, 1.100.000,00 euro con fondi comunali.

In questi nuovi edifici ristrutturati troveranno spazio il Tribunale Civile, la sede dell'Ordine degli Avvocati e la caffetteria. È invece attualmente in corso la gara d'appalto per la progettazione definitiva ed esecutiva dei lavori del terzo lotto in cui andranno ad insediarsi la Procura Generale presso la Corte d'Appello, la Corte d'Appello Penale e il Tribunale Sorveglianza e la Procura Europea. L'intervento, del costo di 30.000.000,00 euro, finanziati dal Ministero della Giustizia con fondi PNRR, vedrà l'inizio dei lavori nel primo trimestre 2024 e la loro conclusione nel primo trimestre 2026.

LE DIFFICOLTA’ DI VENEZIA

«Questa mattina mi sono resa conto della sofferenza dei luoghi della Giustizia veneziana. Tutta la bellezza della città, si traduce in difficoltà aggiuntive». Lo ha riferito il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, nel corso di un convegno nell'aula d'Assise del Tribunale di Venezia. «Ci sono certe istantanee che non avrei potuto vedere, se non con i miei occhi», ha continuato

Cartabia, facendo in particolare riferimento al motoscafo, carico, che deve portare i fascicoli dalla sede del tribunale a Rialto alla Procura in piazzale Roma, e viceversa. Le difficoltà logistiche e lo smembramento in cinque palazzi della Giustizia veneziana «spiegano la mancanza di attrattività della sede. Mi sono resa conto della difficoltà di arrivare alla Corte d'Appello dalla stazione e immagino i problemi per chi questo tragitto lo deve fare ogni giorno», ha commentato, aggiungendo che «l'avanzamento dei lavori alla Cittadella della Giustizia mi hanno confortata. Mi auguro che entro il termine della durata del Pnrr sia completata».

«È evidente che la giustizia in Italia necessita di un imperioso cambio di marcia». Lo ha detto oggi il ministro della Giustizia, Marta

Cartabia, nel corso di un convegno a Venezia. «Il nostro Paese - ha spiegato - è primo per durata irragionevole dei processi, la legge Pinto costa più di 100 milioni l'anno e produce costi umani e grande dispendio di risorse. Sappiamo che la Corte d'Appello di Venezia è una delle sette in Italia che abbassa la media della durata dei procedimenti, ma a livello nazionale questa media si assesta a 996 giorni, e sono troppi. Ora l'arretrato sta diminuendo, ma l'anno di pandemia può aver generato qualche distorsione nei dati». Per

Cartabia, «non c'è solo il costo diretto che il malfunzionamento della giustizia provoca, ma anche quello indiretto, che incide sul benessere. Abbiamo il dovere di rimboccarci le maniche, lo dobbiamo alla nostra società e al nostro Paese».

LA GIUSTIZIA NECESSITA DI UN CAMBIO DI MARCIA

«È evidente che la giustizia in Italia necessita di un imperioso cambio di marcia». Il ministro della Giustizia, Marta

Cartabia  ha spiegato: “Primo per durata irragionevole dei processi, la legge Pinto costa più di 100 milioni l'anno e produce costi umani e grande dispendio di risorse. Sappiamo che la Corte d'Appello di Venezia è una delle sette in Italia che abbassa la media della durata dei procedimenti, ma a livello nazionale questa media si assesta a 996 giorni, e sono troppi. Ora l'arretrato sta diminuendo, ma l'anno di pandemia può aver generato qualche distorsione nei dati». Per Cartabia, «non c'è solo il costo diretto che il malfunzionamento della giustizia provoca, ma anche quello indiretto, che incide sul benessere. Abbiamo il dovere di rimboccarci le maniche, lo dobbiamo alla nostra società e al nostro Paese». 

CARENZE DI ORGANICO

«In tutte le Corti d'Appello, e così in questa di Venezia, sto ricevendo lamentele diffuse per varie scoperture di organico. È un problema figlio di anni in cui sono state fatte scelte politiche diverse. Stiamo ancora subendo le propaggini del passato e la linea, purtroppo, non si può invertire di colpo».  Per Cartabia, la tendenza si può invertire, ma ci vorrà del tempo. «Intanto - ha sottolineato - si stanno facendo concorsi a tutti i livelli, uno di magistratura sarà bandito a breve, ci stiamo organizzando per poterli celebrare. Entro il mese, inoltre, saranno distribuiti i nuovi cancellieri alle varie Corti d'Appello. Ora abbiamo anche una importante emissione di risorse con il Pnrr, fondamentale». «Siamo comunque consapevoli che non sarà lo strumento per supplire a tutte le carenze d'organico, ma potrà essere utile per dare un sollievo immediato e riportare la giusta normalità nell'andamento delle funzioni della giustizia», ha concluso.

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