Porto Marghera, Eni conferma: «Stop al cracking dal 2022»

L'area del craking, foto drone Pòrcile

Vertice a Roma, il Mise si impegna ad ascoltare il territorio e le organizzazioni sindacali, l’assessore regionale Marcato: «Il gruppo presenti un piano industriale»

MARGHERA. Versalis tira dritto e conferma nonostante le proteste degli ultimi mesi dei sindacati la decisione di spegnere nel 2022 l'impianto cracking di Marghera. La volontà di andare in questa direzione è stata ribadita ieri dall'amministratore delegato di Versalis in un incontro sul tavolo della chimica Eni, che si è tenuto a Roma nella sede del ministero dello sviluppo economico, davanti al viceministro Gilberto Pichetto Fratin e i rappresentanti delle regioni di Veneto, Emilia Romagna e Lombardia.

Lo spegnimento riguarda la chiusura degli impianti Cr1/3 e Cr20/23. Vi sono occupati 380 lavoratori Eni- Versalis. Legato al futuro degli impianti vi sono altre 5- 6 aziende fra le più importanti del Petrochimico. Chiede garanzie sull'operazione dell'Eni anche la Regione Veneto che con l'assessore Roberto Marcato.

« L'amministratore delegato Adriano Alfani – spiega Davide Camuccio segretario Filctem Cgil - ha confermato la volontà di fermare il cracking di Porto Marghera e l’impegno a sostenere gli investimenti presentati all’ultimo incontro con i rappresentanti del Governo. Gli interventi delle categorie nazionali e confederali hanno messo in evidenza come la chiusura del cracking entro il 2022 sia di difficile attuazione senza una discussione approfondita e dettagliata dei riflessi nazionali e territoriali che questo piano di riconversione rischia di generare. In particolare, la chiusura delle produzioni di etilene e derivati mette a rischio la continuità e la qualità delle produzioni a valle di Ferrara e Mantova».

«Come Cgil e Filctem- continua Camuccio - abbiamo messo in evidenza la poca credibilità di un progetto di riconversione che ad oggi non ha nessun elemento di certezza e che dovrebbe trovare compimento solo da fine 2023».

Preoccupazioni sono state espresse anche dall'assessore regionale Marcato. «Ho voluto ribadire due priorità assolute per quanto riguarda la Regione del Veneto - dichiara l'assessore - . Eni Versalis deve consegnarci il piano industriale dettagliato con precisati gli investimenti e le prospettive occupazionali dello stabilimento. L'azienda, inoltre, deve darci delle garanzie rispetto alla linea di cracking esistente a Porto Marghera. Manutenzione che per noi significa sicurezza non solo per quanto riguarda, in primis, i lavoratori ma anche per l'ambiente».

Femca Cisl con il suo segretario metropolitano Giuseppe Callegaro ha ribadito la necessità di monitorare passo passo i progetti annunciati da Eni. Il ministero si è impegnato ad approfondire la situazione attraverso la consultazione separata di tutti gli attori coinvolti. «Esprimiamo preoccupazione – conclude Camuccio - per la volontà di chiusura da parte dell’Eni delle produzioni veneziane, ma confidiamo nell’impegno preso dal vice ministro».

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