Il sogno di Emmanuele: «Da grande voglio vincere una medaglia olimpica»

La prima medaglia alla “miniolimpiade” per bambini della Coin, poi l’entusiasmo per i trionfi dei campioni della velocità, a partre dal mito Jacobs

FAVARO VENETO (VENEZIA). «Da grande voglio vincere anche io una medaglia d’oro alle Olimpiadi, nell’atletica». Parole di Emmanuele Sabba, bimbo di Favaro che ha appena 7 anni e mezzo ma che, negli ultimi mesi, ha scoperto questa disciplina grazie alla famiglia che gli ha fatto frequentare i centri estivi della Coin. Al centro di San Giuliano ha provato le gare di corsa sulla pista, il salto in lungo, il salto in alto e le staffette. Il resto l’ha fatto la tv, facendogli ammirare i campioni azzurri che hanno trionfato alle Olimpiadi. Una delle tante storie figlie della rassegna a cinque cerchi, che permette di esaltare discipline fuori dalla copertura dei grandi canali mediatici.

«Emmanuele aveva fatto per qualche mese la ginnastica artistica ai tempi dell’asilo, poi aveva provato con la kick boxing, ma la pandemia si era messa di mezzo, e la società era stata costretta a chiudere la sede per il lockdown e le restrizioni sanitarie», racconta il padre Michael Sabba, sacrista al Duomo di Mestre. «Mio figlio però ha sempre amato correre, e allora abbiamo pensato di provare a portarlo ai centri estivi a San Giuliano, così poteva stare anche all’aria aperta, quindi con meno rischi per il Covid. È stata una bella scoperta, lui si è innamorato subito delle attività che poteva fare con i suoi coetanei ed è riuscito anche a vincere la sua prima gara».


Fiero e soddisfatto, Emmanuele si è messo al collo la sua prima medaglia. E poi ha assistituo ai trionfi di Jacobs e i colleghi della staffetta azzurra. «Con Emmanuele abbiamo seguito tutte le gare», prosegue il padre del bimbo di Favaro, «abbiamo urlato ed esultato, cantato assieme l’Inno di Mameli, alla premiazione dei nostri atleti. Lui si è emozionato e adesso sogna di imitarli, di poter essere lui tra qualche anno su un podio olimpico. Lo capisco, ed è giusto che insegua i suoi sogni di bambino. Siamo felici, anche se siamo consapevoli che a questa età fare sport è più un gioco. È bene che Emmanuele si diverta, che faccia amicizie e socializzi con gli altri. I risultati verranno di conseguenza, in base al suo impegno e alle sue capacità. Per i prossimi quattro anni potrà seguire il suo istinto, poi a 12 dovrà scegliere a quale disciplina specifica dedicarsi, ma suppongo che la velocità sia per ora la favorita nelle sue idee. Del resto gli piace correre e correre, senza fermarsi».

Intanto, una mini Olimpiade organizzata dalla Coin l’ha già vinta, chissà il futuro cosa riserverà a Emmanuele Sabba. «L’importante è che non senta pressioni, adesso», sottolinea il papà. «Sinceramente, piuttosto che mio figlio resti tutto il giorno in casa davanti al computer, ho sempre preferito che stesse all’aria aperta a fare sport. Lo porto in bicicletta, a correre al parco, a giocare in questo modo. Poi, se diventerà un campione, tanto meglio. Nei giorni scorsi abbiamo esposto il tricolore sul balcone di casa, dopo i successi di Jacobs a Tokyo, magari tra qualche anno lo rifaremo per le sue vittorie, ma per ora voliamo basso e pensiamo alla sua vita di bambino e alla sua crescita». —

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