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Pesca di frodo in acque vietate: 125 indagati, tutti i nomi dei coinvolti nel Veneziano

Nuova indagine sulle “vongole nere” raccolte rovinando i fondali e vendute senza i necessari nulla osta sanitari. Nei guai i commercianti di molluschi tra Pellestrina, Chioggia e Rovigo

VENEZIA. Torna d’attualità nelle aule di giustizia veneziane l’affare mai sopito delle “vongole nere”, pescate di frodo in acque proibite e con metodi di raccolta vietati. Una pesca abusiva presente in laguna di Venezia da quando esiste Porto Marghera, attirata nei canali vicini alle industrie dove l’acqua è più calda e più “ricca” di molluschi e assolutamente proibita.

Sono 125 i “vongolari” e i commercianti di molluschi di Pellestrina, Chioggia, Rovigo, della provincia di Ferrara, ma anche di Palermo e della provincia di Napoli sui quali il pubblico ministero della Procura di Venezia Giorgio Gava ha chiuso le indagini e si appresta a chiedere il rinvio a giudizio.

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