Casa dei tre Oci, i nuovi proprietari assicurano: «Resterà un luogo di cultura»

L’Istituto Berggruen: «Pronti a collaborare con Ca’ Foscari e Biennale». Casa della fotografia in cerca di una nuova sede, ci sarà un periodo di transizione

VENEZIA. Uno spazio per la cultura, un incubatore di idee, punto di riferimento non soltanto italiano, ma europeo. Luogo in cui ospitare convegni, workshop, simposi e mostre. È il futuro della Casa dei Tre Oci, svelato da Nicolas Berggruen, presidente dell’omonimo istituto, nuovo acquirente del palazzo alla Giudecca, rilevato dalla fondazione Venezia. La Fondazione continuerà a curare gli spazi fino a febbraio 2023, poi tutto passerà nelle mani dell’investitore e filantropo e miliardario americano – tedesco – francese.

«L’idea è quella di rendere Venezia un luogo di condivisione, punto di riferimento per l’arte e l’architettura. Uno spazio in cui chi ha delle idee possa trovare soddisfazione» dice, «Progetti ne abbiamo, ci piacerebbe collaborare con Ca’Foscari e Biennale». Fino a gennaio, la Casa continuerà a ospitare la mostra di Mario De Biasi. «Concluderemo con la mostra fotografica di Sabine Weiss, l’ultima fotografa di livello internazionale vivente», spiega Emanuela Bassetti, presidente di Civita Tre Venezie. A questo punto, l’ultima incognita riguarda il futuro del centro dedicato alla fotografia, ma anche su questo le carte sembrano pronte a essere svelate.

«Stiamo cercando una nuova sede, la annunceremo entro fine dell’anno». Già nei prossimi mesi potrebbe vedersi la collaborazione tra Fondazione e l’istituto: «Ci sarà un periodo di transizione, faremo delle cose insieme» spiega il presidente Michele Bugliesi. Intanto, per celebrare la nuova apertura, l’Istituto ha annunciato nella Casa dei Tre Oci che il filosofo Peter Singer è il destinatario dell’edizione 2021 del Premio Berggruen, premio da un milione di dollari.

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