Contenuto riservato agli abbonati

Elezioni nel Veneziano, alle urne in 132 mila. Nuovi sindaci e consigli in 11 municipi su 44

 Dolo torna alle urne dopo un anno, solo Chioggia può andare al ballottaggio. I temi: la tenuta del M5S, le tensioni in casa Lega

VENEZIA.Undici, un quarto del totale, i Comuni veneziani i cui elettori (132.623 secondo l’Osservatorio elettorale del Consiglio regionale) saranno chiamati al voto domenica 3 e lunedì 4 ottobre per eleggere il sindaco e rinnovare il consiglio comunale. Soltanto nel caso di Chioggia, 49.735 residenti di cui 42.115 elettori (ultimo dato Osservatorio elettorale del Consiglio regionale), è previsto l’eventuale ballottaggio (il 17 e 18 ottobre) qualora nessuno dei candidati raggiunga il 50 per cento più uno dei voti al primo turno. In tutti gli altri, i residenti conosceranno il nome del loro sindaco già nel pomeriggio di lunedì 4 ottobre. Cambieranno almeno nove sindaci su undici: soltanto Silvia Susanna (Musile) e Claudio Grosso (Quarto d’Altino) si ricandidano per essere rieletti al loro secondo mandato.

CHIOGGIA

Occhi puntati in primo luogo su Chioggia. Il sindaco Alessandro Ferro (M5S) ha preferito non ricandidarsi, pur potendolo fare: dopo cinque anni burrascosi ha ritenuto giunto il momento di anteporre la famiglia e la professione di architetto alla politica. Dopo lo sgretolamento della compagine che l’aveva portato all’elezione nel ballottaggio del giugno 2016 - prima il turnover di assessori, poi le dimissioni di massa dello scorso febbraio con 5 consiglieri, tra cui il presidente del Consiglio e il capogruppo - la giunta aveva trovato una sponda nel Partito democratico soprattutto in sede di votazione del bilancio. Ma al momento della presentazione delle liste, M5S e Pd non sono riusciti ad arrivare a una sintesi e a proporre un candidato comune fin dal primo turno.

Per difendere la fascia tricolore il M5S punta su Daniele Stecco, assessore uscente al Bilancio, e attende il verdetto delle urne per misurare la propria forza. Il Partito Democratica si affida invece all’esperienza di Lucio Tiozzo, già sindaco di Chioggia dal 1988 al 1991 e per tre mandati consigliere regionale.

Pur tra qualche difficoltà legata alla necessità di difendere la propria “identità” (e quindi garanzie nella successiva assegnazione dei ruoli in caso di successo), il centrodestra – dalla Lega che l’ha proposto, a Forza Italia a Fratelli d’Italia oltre alla civica Chioggia protagonista- è riuscito a trovare in Mauro Armelao, in polizia dal 1991, il candidato unitario su cui puntare per cercare di sfrattare il M5s dallo scranno più ambito del municipio.

Sarà interessante capire poi il peso elettorale di due esponenti protagonisti in questi anni: Roberto Rossi, l’ex portavoce del comitato No Gpl, e l’ex assessora Alessandra Penzo. In lizza anche Mirco Righetto, sostenuto da una civica.

IL CASO DOLO E LA RIVIERA

Tornano alle urne a un anno di distanza gli elettori del Comune di Dolo, chiamati a eleggere il nuovo sindaco dopo la scomparsa per malattia, il 4 gennaio scorso, di Alberto Polo, 46 anni, confermato a furor di popolo con il 66 per cento delle preferenze appena pochi mesi prima. In questi mesi il Comune è stato guidato dal vicesindaco Gianluigi Naletto, da anni strettissimo collaboratore di Polo e candidato a proseguirne l’esperienza amministrativa. Rispetto allo scorso anno sono però aumentati gli sfidanti: non più due, ma quattro le liste concorrenti.

Ci saranno comunque volti nuovi in ogni Comune della Riviera al voto. A Campolongo, Andrea Zampieri non si è ricandidato, così come a Vigonovo Andrea Danieletto, sindaco del M5S. Fine corsa perchè non più ricandidabili per Federica Boscaro a Fossò e Andrea Martellato a Fiesso d’Artico. Fine del doppio mandato anche a Cavarzere per Henri Tommasi: tre candidati con altrettante liste (ma erano sette, un record, cinque anni fa) puntano alla sua successione.

TENSIONI IN CASA LEGA A MUSILE

Giorni infuocati, quelli della composizione e presentazione delle liste, a Musile. I malumori legati alla mancata ricandidatura al consiglio regionale, lo scorso anno, dell’ex vice presidente Gianluca Forcolin, uomo forte della Lega in Comune e nel Sandonatese, si sono all’improvviso trasformati in vera e propria contestazione ai vertici del partito, accusati di ignorare la base. E via con le dimissioni di assessori, proprio a fine legislatura, e il passaggio a una lista concorrente da parte di esponenti di peso. Forcolin si chiama fuori dalla polemica, la sindaca uscente Silvia Susanna (ricandidata dalla Lega) accusa i contestatori di volere il caos. Susanna resta comunque l’unico sindaco, oltre al collega di Quarto d’Altino Claudio Grosso, che può puntare al bis.

I COMUNI BALNEARI

Grande attesa anche per il risultato di Caorle e San Michele al Tagliamento: anche i due Comuni balneari del Veneto orientale avranno un volto nuovo sulla poltrona di sindaco. A Caorle quattro liste in corsa per la successione a Luciano Striuli, non più ricandidabile: si ripresenta però come capolista a sostegno di Rocco Marchesan, pronto a garantire la sua presenza in Consiglio. Marchesan dovrà vedersela con l’ex sindaco Marco Sarto, il consigliere uscente Carlo Miollo, sostenuto dalla Lega, e Fabio Rossignoli.

A San Michele-Bibione è arrivato al traguardo Pasqualino Codognotto, uno dei sindaci balneari che in questi anni ha avuto, anche come presidente del G20 spiagge, un ruolo di spicco riuscendo a promuovere Bibione a livello nazionale come prima spiaggia “smoke free” e a misura di disabile. Per la continuità amministrativa si punta su Gianni Carrer: dovrà vedersela con Flavio Maurutto.

Video del giorno

Schiavi di Booking? Federalberghi Veneto e il difficile rapporto con le agenzie online

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi