No Green pass, a Venezia sfila ancora la frangia moderata

Ennesimo sabato di protesta in campo San Geremia: «Siamo semplicemente contrari a un provvedimento anticostituzionale»

VENEZIA. Una insegnante, studenti universitari, un'operatrice sanitaria, qualche disoccupato in cerca di lavoro, tanti pensionati, casalinghe. La frangia moderata dei No Green pass si ritrova ancora, per l'ennesimo sabato, in campo San Geremia. Luogo assurto a simbolo della protesta, anche perché qui si trova palazzo Labia, sede della Rai, tra i principali firmatari della "grande menzogna", come la chiamano loro.

Loro non sono i violenti che intasano le chat su Telegram dandosi appuntamento sotto le case dei virologi, non sono neanche i no vax che minacciavano di bloccare le stazioni. "Siamo semplicemente contrari a un provvedimento incostituzionale che impedisce di esercitare il diritto al lavoro e allo studio" sintetizzano. Fondamentalmente sono tutti non vaccinati, anche se non tutti lo rivelano.

I membri del comitato Libera Venexia si trincerano dietro il diritto alla privacy: "Io non le dico se sono vaccinato e lei non dovrebbe nemmeno pormi questa domanda" risponde un uomo, a cui i compagni danno manforte. Intanto la manifestazione raccoglie i curiosi, alla fine saranno in 150. Sul palco improvvisato si alternano anche l'avvocato Marco Sitran e Luigi Corò, presidente del comitato Cmp a difesa del cittadino. Poi c'è Annalisa, madre di due figli. Ad aprirle gli occhi sul Covid, dice, è stato suo padre.

Dopo i numeri dei morti, sciorinati al telegiornale giorno dopo giorno, le ha detto di informarsi sul serio. Dalla piazza applaudono.

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