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Rubata la statua della Madonna dalla chiesetta del cimitero di San Donà

Lo hanno scoperto domenica mattina i coniugi Montagner, titolari del chiosco dei fiori. «Siamo rimasti impietriti davanti a questo furto, è una scultura alta un metro»

SAN DONA’. Rubata la madonnina nella chiesa del cimitero di San Donà. Lo hanno denunciato domenica mattina i titolari del chiosco di fiori Angelo e Stefania Montagner che lo hanno scoperto di buon mattino rimanendo impietriti dallo stupore e dalla rabbia.

La piccola scultura di Maria, alta circa un metro, mancava dalla sua sede quando ieri hanno aperto la chiesetta e lo hanno segnalato prontamente. È l’ultimo gesto sospetto che riguarda il camposanto della città, questa volta un furto, altre volte segnali di misteriosi ritrovi che i commercianti di fiori all’interno dell’area hanno evidenziato in più occasioni. Avevano anche trovato resti di candele che erano state accese nella notte e non certo vicino alle tombe dei cari estinti e posate dai parenti.

«A nostro avviso questi sono rituali ben precisi», spiegano i coniugi, «sembrano quasi dei riti vudù o cose simili». Ma il furto della piccola Madonna è davvero troppo e adesso bisognerà prendere provvedimenti. Finora c’erano stati questi segnali che facevano pensare male, ma non al punto che qualcuno osasse varcare le mura del cimitero comunale per entrare nella chiesa e rubare la scultura.

«Sappiamo che ci sono dei ragazzi che entrano la notte», aggiungono i fioristi, «finora sono apparsi come dei blitz di qualcuno che voleva provare il brivido di entrare in un cimitero di notte, diciamo delle ragazzate. Poi abbiamo notato le candele disposte in modo strano su uno spiazzo e abbiamo iniziato a sospettare. Il furto è solo l’ultimo di questa ondata di atti vandalici e dissacranti che si consumano in cimitero». Montagner adesso chiede che siano installate delle telecamere di sorveglianza e, assieme a Maurizio Trevisiol, che coordina un blog, “San Donà che vorrei che vorremmo”, che focalizza i disagi della città, vuole promuovere una raccolta di firme a margine di una petizione.

«Raccoglieremo le firme per sensibilizzare la comunità», aggiunge Montagner assieme a Maurizio Trevisiol, «per la sicurezza in cimitero, contro i furti e gli atti vandalici e peggio ancora dissacranti che abbiamo rivelato. Non è colpa dei custodi, che sono pochi in un cimitero così grande e fanno tutto quello che possono. Ma, certo, serve sicurezza e rispetto per il luogo dove riposano i morti». Il gruppo de “La Frazione”, che aveva sostenuto la maggioranza prima del distacco polemico, è tra quelli che da tempo denuncia l’incuria in cimitero: «L’assessore competente», dice Carlo Zorzetto, «deve farsi carico anche delle cose infamanti che riguardano il proprio settore. Non solo farsi notare per il normale procedere dei lavori del Comune, e non imputare ai custodi del cimitero le brutte cose che succedono. Devono svolgere mansioni che in due, per un cimitero di tale dimensione, sono impossibili. Il cimitero ha bisogno di telecamere di sorveglianza all’ingresso».

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