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Familiari e tanti amici all’addio del giornalista Maurizio Marcon

r.p.
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SAN STINO

La città del Livenza ha dato ieri mattina l’addio a Maurizio Marcon per la cui morte è in corso un’inchiesta che vede iscritte nel registro degli indagati a vario titolo 11 persone tra medici e infermieri degli ospedali di Portogruaro e San Donà. A poco più di un mese dalla sua perdita, i funerali si sono trasformati nel giorno del ricordo di un uomo generoso che, come spesso capitava, riusciva a strappare una risata anche in circostanze drammatiche. Ai primi banchi hanno preso posto la moglie e i due figli, circondati dall’affetto della gente. A tributare l’ultimo saluto al giornalista, che aveva 70 anni, sono giunti anche da Portogruaro, città di cui ha raccontato la politica e gli attentati di Unabomber; e dai paesi di cui lui era stato corrispondente: Pramaggiore, Cinto Caomaggiore, Teglio Veneto, Gruaro, Torre di Mosto e Ceggia. Mai arrogante, sempre disponibile ad ascoltare, curioso per natura, entusiasta anche dei particolari, Marcon sapeva raccontare il suo territorio, dando poi voce alle associazioni.

Al termine è stato letto un messaggio dell’amico fraterno Marcello Basso, già sindaco di San Stino e parlamentare. Sono stati illustrati i ricordi di un Marcon più intimo, che amava le passeggiate in montagna e nei boschi, cercare funghi, giocare a tennis, studiare medicina. Un gran caldo ha accompagnato Maurizio nel suo ultimo viaggio al cimitero. —



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