Energia dai fanghi e minibus elettrici Scelte 30 startup del progetto Venisia

Selezionate tra oltre 1300 candidature da 28 Paesi I progetti saranno ridotti a dieci e presentati a settembre

Dal veicolo elettrico modulare a guida autonoma al sistema di monitoraggio dei boschi a rischio incendio. Dalle tecnologie per trasformare le biomasse in energia pulita al device che segnala la presenza di gas Radon nell’aria. E ancora, sistemi di recupero di metalli strategici dai rifiuti elettronici e nanoparticelle che combattono le emissioni di Co2.

Sono solo alcune delle soluzioni innovative per la lotta ai cambiamenti climatici presentate dalle 30 startup selezionate da VeniSia, acceleratore di start up del dipartimento di management di Ca’ Foscari dedicato allo sviluppo di idee di business e soluzioni tecnologiche in grado di affrontare il cambiamento climatico e altre sfide ambientali. Si tratta del primo progetto attivo di “Venezia capitale mondiale della sostenibilità”, patto sottoscritto a inizio luglio dalle istituzioni cittadine e accademiche veneziane.


«Giovani talenti provenienti da tutto il mondo e soluzioni innovative che mettono al centro le tecnologie 4.0: Venezia diventa luogo ideale da cui far nascere e crescere le migliori idee che disegneranno un ambiente più sostenibile per i prossimi anni» spiega il professor Carlo Bagnoli, responsabile Scientifico del progetto. «Le soluzioni locali testate qui potranno essere scalabili ed applicate poi in tutto il mondo per risolvere le sfide di sostenibilità dettate dall’Agenda 2030, creando così un circolo virtuoso e riportando Venezia a essere simbolo di innovazione». Tra i progetti innovativi selezionati da VeniSia i minibus elettrici modulari con sistema di agganciamento e sganciamento automatico delle vetture e con guida autonoma ideati dall’italiana Next Future Transportation. L’italiana CarboREM, invece, progetta e realizza impianti innovativi industriali che migliorano l’efficienza energetica nel trattamento dei fanghi di depurazione e rifiuti organici. La tedesca Dryad ha sviluppato Silvanet, una soluzione completa per la rilevazione precoce di incendi e soluzioni di monitoraggio della salute e della crescita delle foreste pubbliche e private. Presente anche la francese New World Wind, che offre soluzioni che combinano l’alta tecnologia con un design intelligente, per la realizzazione di micro turbine eoliche. L’italiana Radoff ha sviluppato un dispositivo nato con l’obiettivo di ridurre i rischi generati dal Radon (elemento chimico), in grado di pulire l’aria che respiriamo ogni giorno a casa e al lavoro. La statunitense Gybe fornisce informazioni utili sulla qualità dell’acqua (sedimenti, nutrienti in eccesso o fioriture algali dannose) in laghi, fiumi, estuari e aree costiere. La prima fase di selezione, dopo la Call for Ideas lanciata ad inizio giugno, si è chiusa nei giorni scorsi.

Sono state profilate oltre 1.300 startup da 28 paesi del mondo, delle quali 239 sono passate al secondo turno di selezione, poi ridotte ulteriormente alle 30 che passano alla fase di attività online. Tra loro giovani tech companies provenienti dall’Italia, ma anche da Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Francia, Germania, Olanda. Nella terza fase, a settembre, dieci di queste startup accederanno alla selezione finale e alla fase di implementazione dei progetti, mettendosi al lavoro sullo sviluppo delle proprie soluzioni nello spazio di co-working allestito appositamente a Ca’ Giustinian dei Vescovi. Le finaliste verranno presentate ufficialmente a settembre durante lo “Strategy Innovation Forum”, l’evento che riunisce ogni anno a Venezia l’unico think tank italiano in materia di innovazione strategica. Le finaliste accederanno ad un percorso della durata di tre mesi in cui verranno sostenute nel processo di ingresso sul mercato. —



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