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Trovarsi di fronte un ladro armato in casa: «Ho avuto tanta paura. Poi ho sparato in aria per avvertire il vicinato»

Flavio Barbato con la sua cagnolina Peppa

Flavio Barbato, l’uomo rapinato in casa domenica a Santa Maria di Sala. «Erano in tre, uno solo ha parlato e mi ha detto: Stai buono, vai fuori»

L’intervsta.

Dodici minuti con i ladri alle calcagna. La cagnetta Peppa che abbaia perché avverte rumori strani, un coltello puntato contro il padrone di casa e quegli spari esplosi in aria da quest’ultimo verso l’orto e il campo di pannocchie. Poi l’arrivo dei carabinieri e la paura, tanta paura.

Per Flavio Barbato, 49 anni di Caselle di Santa Maria di Sala, una domenica da incubo difficile da dimenticare dalle 21.38 alle 21.50, con i malviventi nelle stanze mentre chiacchierava con la moglie e la mamma. Intanto le forze dell’ordine hanno acquisito le immagini delle telecamere interne e l’uomo ha ricevuto la chiamata di solidarietà del sindaco Nicola Fragomeni.

Pareva una sera come altre e invece?

«Io e mia moglie abitiamo in una casa grande, dove c’è anche mia mamma, rimasta vedova da poco tempo. Abbiamo gli ingressi divisi ma, di fatto, siamo assieme. Da quando è morto mio papà dopo cena ci troviamo a fare due parole sotto il portico. Eravamo seduti attorno al tavolo. Peppa a un tratto abbaia, si getta a terra e corre verso l’angolo della casa».

Lei ha pensato ai ladri?

«A dire il vero credevo che fosse il gatto ma vedo Peppa bloccarsi. Così noto la porta laterale leggermente aperta, entro e davanti mi trovo tre uomini, due a volto scoperto e l’altro con il volto travisato da un fazzoletto: arrivavano dalla zona notte».

Se li ricorda?

«Erano giovani, altezza sul metro e 75, magri, vestiti in modo normale, forse stranieri. Sono entrati scavalcando la rete di confine con il mio vicino: prima ci avevano spiati».

Come ha reagito?

«Tutti ci siamo bloccati e uno di loro mi ha detto “Stai buono e vai fuori”. Uno dei complici, quello senza fazzoletto al viso, ha estratto un coltello a serramanico e sono indietreggiato. Quando sono uscito dalla porta, ho iniziato a urlare “I ladri, i ladri, i ladri” per attirare l’attenzione della mia famiglia e dei vicini di casa. Intanto sono stati chiamati i carabinieri e i ladri sono scappati attraverso i campi andare verso via Cavin Caselle».

A quel punto ci sono stati degli spari.

«Sì, ho imbracciato il fucile a pompa (legalmente detenuto ndr) e sparato dei colpi verso la mia proprietà dove ci sono l’orto e le pannocchie. Così i tre hanno invertito la direzione di fuga e si sono diretti verso via Rivale».

Come mai ha sparato? E perché aveva quel fucile?

«Ne ho sette, sono appassionato di tiro a volo. Ora sono stati tutti sequestrati e aspetto la decisione del Prefetto. Volevo solo difendere la mia famiglia: ho scaricato i colpi in tutt’altra direzione rispetto ai ladri». Riproduzione riservata

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