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Mercato immobiliare sul litorale veneziano, segnali di ripresa dopo la pandemia

Lo studio di Fimaa. Compravendite e locazioni, il record del Lido di Venezia. Molta clientela italiana

VENEZIA. Primi segnali di ripresa per compravendite e locazioni di immobili lungo il litorale veneziano. È quanto emerge dallo studio di Fimaa (Federazione italiana Mediatori Agenti d’Affari) di Confcommercio in collaborazione con la società di studi Nomisma, che ha analizzato l’andamento del mercato in un panel di 11 città in tutta Italia e da cui, per la provincia di Venezia, sono stati estrapolati i dati in particolare relativi a Caorle, Jesolo lido e Lido di Venezia.

Per quanto riguarda le compravendite, a Caorle si viaggia intorno ai 2.100 - 3.200 euro per le abitazioni nuove (1.600 - 2.600 per le abitazioni centrali usate e 1.300 - 1.700 in periferia); a Jesolo la forbice aumenta tra i 2.700 - 4.200 per le abitazioni nuove (1.700-2.300 per quelle centrali usate) mentre il Lido di Venezia si conferma il più caro del litorale con una valutazione che oscilla tra i 2. 700 - 4.500 euro al metro quadro per le abitazioni nuove (2.400-3.600 per quelle usate). Anche sul versante delle locazioni, i canoni settimanali medi sono più alti al Lido di Venezia e Jesolo (rispettivamente 2.300-3 mila e 1.300-2.100 euro per il mese di agosto).

L’andamento del 2019, ante Covid, evidentemente resta lontano, ma quel che infonde fiducia è piuttosto il trend: «Potremmo dire che siamo a metà strada della risalita 2020», spiega Alessandro Simonetto, presidente Fimaa di Confcommercio Unione Metropolitana di Venezia, «inoltre i prezzi sono sostanzialmente invariati rispetto all’estate 2020. Stiamo assistendo a un ritorno d’interesse sia per le compravendite che per le locazioni. Inutile ribadire, ancora una volta, quanto sia stato grave l’impatto della pandemia. Cerchiamo di guardare al futuro con rinnovato ottimismo. Il turismo di prossimità sta ri-alimentando la richiesta di case».

Sul fronte compravendite, a mostrarsi più attivi sono soprattutto gli italiani: varianti Covid e restrizioni pesano sugli investimenti esteri. «L’esperienza del lockdown, che ha spinto allo smart working», aggiunge Simonetto, «fa sì che le persone chiedano, anche nelle località turistiche, abitazioni sempre più spaziose, con terrazza vivibile o giardino privato, lì dove poter stare comodamente anche per svolgere i propri impegni familiari qualora se ne presentasse l’opportunità».

Richiesta, questa, che trova terreno fertile soprattutto in contesti decentrati e periferici. Quanto invece alle locazioni, si assiste a un fenomeno particolare: «Un terzo circa degli immobili», rileva Simonetto, «che in precedenza venivano dati in affitto breve di qualche giorno, ora sono oggetto di locazioni più lunghe, con una media di soggiorno di una settimana. Questo è un segnale incoraggiante per la ripresa del settore, che ci auguriamo possa essere confermato, e consolidato, anche in questa seconda parte dell’estate»

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