Addio a Ernesto Ortis simbolo del commercio: «Se ne va un pezzo della Venezia più vera»

Il commerciante aveva 83 anni e la sua famiglia discendeva dal celebre Jacopo, protagonista del celebre romanzo di Foscolo

VENEZIA. Lutto nel mondo del commercio. È morto mercoledì a 83 anni Ernesto Ortis della storico negozio di alimentari di San Francesco della Vigna.

Un negozio di vicinato ereditato dal padre nel 1952 e ancora oggi punto di riferimento di tutto il quartiere. «È una perdita incolmabile - commenta il presidente di Ascom Roberto Magliocco - la perdita di una persona importante che ha fatto la storia del commercio in città, del commercio autentico quello rivolto ai residenti. Ha fatto la storia sindacalmente, con la sua attività all’interno dell’associazione degli alimentaristi e con il suo prezioso contributo è nata la Confcommercio Ascom Venezia. La sua competenza, la sua professionalità e la sua umanità lo hanno fatto conoscere in tutta la città».

Cassiere economo e parte dell’Ascom sin dalla nascita, Ortis aveva ricoperto diverse cariche: era stato tra l’altro presidente provinciale della Federazione Italiana Dettaglianti Alimentari (Fida).

«Un membro della Venezia più vera e più bella che se ne va», aggiunge Magliocco. Ernesto si era diplomato al Sarpi. Ha studiato alle serali perché, negli anni Cinquanta, quando si era iscritto, ben presto ha dovuto, con il fratello Bepi, prendere in mano le redini del negozio aperto dal padre nel 1914. Il padre, che di nome faceva Pietro come ora uno dei figli di Ernesto, era arrivato a Venezia per fare il garzone. Era sceso da Vito d’Asio un paese in provincia di Pordenone celebre perché ha dato i natali a Girolamo Ortis, lo sfortunato giovane a cui si ispirò Ugo Foscolo nelle sue “Ultime Lettere di Jacopo Ortis”.

E Girolamo, come ha ricostruito un vecchio parroco di Vito d’Asio, era parente proprio di Pietro. Ernesto era stato tra i fondatori di Unilat, di Colav, Codea, Aive e di Crai. In un’intervista Ernesto spiegò: «Diversi anni fa venne a registrare un documentario una televisione tedesca. Rimase qui diversi mesi. Quando ho visto il documentario, mi sono reso conto dell’importanza sociale che hanno i negozi come il nostro. Porti a casa la spesa agli anziani che a volte la ordinano al telefono. Magari non è conveniente da un punto di vista economico, ma noi abbiamo un ruolo sociale che non deve mai essere trascurato. In negozio arrivano le persone per scambiarsi quattro parole. La vera socializzazione è questa altro che computer e social». I funerali sabato alle 9 a San Francesco della Vigna.

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