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A Venezia non c’è pace per Actv, terzo ferry boat ko. Manutenzioni sotto accusa e qualche mistero

I mezzi sono rimasti inutilizzati al Tronchetto dopo le avarie, l’azienda ha utilizzato le imbarcazioni da e per Pellestrina

LIDO. Tre avarie nell’arco di 24 ore nel collegamento tra il Lido e il Tronchetto. E tutte e tre ai mezzi più capienti, subito rimpiazzati con altri a minore capacità di carico. Ancora una volta, torna a galla il problema delle manutenzioni. Un weekend di inizio agosto da dimenticare per la flotta dei ferry boat di Actv.

L’azienda ieri non ha voluto rilasciare dichiarazioni sull’accaduto. I tre malfunzionamenti si sono registrati tutti nella giornata di sabato, ma le conseguenze si sono trascinate fino a domenica. Complice un bollettino meteo che aveva previsto per la giornata di ieri pioggia e tempo instabile, in mattinata nessun disagio ai capolinea e code non paragonabili ai weekend precedenti da bollino rosso.

L’ultimo problema in ordine di tempo ha coinvolto il Metamauco, sabato in tarda serata. All’inizio del servizio di ieri mattina, alle 5, era fuori uso per la sostituzione di un manicotto. Il mezzo è tornato in servizio alle 15. Stessa sorte per il San Nicolò, che sabato intorno alle 20,30 ha avuto un’avaria, accompagnata da una grande quantità di fumo nero da una delle due ciminiere.

Venezia, ferry boat fermi per le riparazioni in agosto, difficile raggiungere il Lido

Il mezzo è stato sostituito con il Marco Polo e oggi saranno fatti approfondimenti. Nella mattinata di sabato, invece, un problema aveva coinvolto il Lido di Venezia, il mezzo più capiente della flotta di Actv (lungo 74 metri, acquistato in Grecia per circa 3 milioni di euro nel 2008, in grado di caricare un centinaio di auto).

Rientrato in attività da circa due settimane dopo mesi di manutenzione, il Lido di Venezia sabato è stato costretto a fermarsi nuovamente a causa di alcuni controlli e registrazioni a delle valvole di tenuta. Actv ha fatto sapere che si tratta di un fatto tipico dopo manutenzioni prolungate durante le quali tutte le componenti del mezzo vengono smontate e rimontate. Fatto sta che se a mezzogiorno i controlli erano terminati, il Lido di Venezia non è più entrato in servizio, restando ormeggiato al Tronchetto.

Domenica, il collegamento tra Lido e Tronchetto è stato garantito da Marco Polo e San Marco (quest’ultimo usato di solito tra Lido e Pellestrina). Sabato mattina era invece saltata una corsa ferry boat tra il Lido e il Tronchetto (andata e ritorno) alle cinque del mattino, provocando qualche disagio tra gli utenti in coda già di prima mattina.

Il motivo? «Assenze last minute», secondo l’azienda. Nelle scorse settimane, non erano mancate velati sospetti di assenteismo da parte dei dipendenti. Accuse, queste, sempre respinte dai sindacati. Dopo le interrogazioni in Municipalità e in consiglio comunale sui disservizi agli utenti, il consigliere di opposizione Danny Carella (Pd) parla di «situazione incresciosa»: «Non può verificarsi in un momento in cui l’isola tenta di rilanciarsi, così si costringono le persone a compiere un’odissea per arrivare nell’isola. Così oltre all’utenza, ne risente anche il turismo».

E resta da risolvere anche la grana dei bagni pubblici, chiusi dopo un’ordinanza della capitaneria di porto. Sostituiti con bagni chimici, è stata inviata una mail al Ministero dei Trasporti, Regione e Avm per segnalare che anche i bagni chimici erano chiusi con il lucchetto.

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