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Il caso all’Usl 4: mancano dieci medici di famiglia e cinque andranno in pensione

I numeri emersi nel vertice della Conferenza dei sindaci con l’assessore Lanzarin. Tutti i 21 Comuni dell’Usl 4 firmeranno una lettera da inviare anche al governo

/ SAN DONÀ

Mancanza di medici di base, si muove la conferenza dei sindaci. Nel Veneto Orientale sono 41 le zone carenti, un quinto del totale delle circa duecento dell’intera Regione. A preoccupare è la difficoltà nel reperire nuovi dottori per sostituire quelli in quiescenza: nei prossimi cinque anni nel territorio dell’Usl 4 andranno in pensione altri 34 medici di base. Su iniziativa della presidente Silvia Susanna, la conferenza dei sindaci ha tracciato il punto della situazione, in una riunione con l’assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin e il direttore generale dell’Usl 4, Mauro Filippi.

Nel territorio dell’Usl 4 sono in servizio 129 medici di base, mentre il numero di assistiti è si 198 mila. Sulla base del rapporto ottimale fissato in un medico ogni 1.200 pazienti, risultano 41 zone carenti, corrispondenti ad altrettanti medici mancanti. Si registrano carenze in 15 Comuni su 21. Ma oggi il massimale per medico è già stabilito in 1.500 pazienti. In base a quest’ultimo criterio i medici mancanti scendono a 10.

Le carenze della medicina generale sono legate alla difficoltà di sostituire i medici che vanno in pensione. Il problema è che nei prossimi cinque anni andranno in quiescenza almeno altri 34 medici, pari al 26% di quelli in servizio nel Veneto Orientale. Per 5 la pensione scatterà già entro fine settembre: si tratta di due medici a San Donà, uno a Meolo e uno a San Michele. L’assessore Lanzarin ha illustrato le soluzioni tracciate dalla Regione per affrontare la carenza nell’immediato. Si va dall’aumento del massimale di pazienti assistiti al tentativo di cambiare gli ambiti, le famose Aggregazioni funzionali territoriali, per la cui modifica però serve una norma ad hoc. Resta il fatto che il problema va affrontato su più livelli, fin da quello statale. Per questo i sindaci hanno concordato di elaborare un ordine del giorno unitario, da approvare in tutti e 21 i Consigli comunali del territorio e contenente richieste rivolte a Usl, Regione, ma anche al governo. «È stata una conferenza dei sindaci molto importante», commenta Susanna, «il quadro emerso è sicuramente critico, ma vi è la consapevolezza del problema e il desiderio di cercare di risolverlo, almeno per quanto di competenza regionale e dell’Usl 4. I sindaci hanno condiviso all’unanimità l’opportunità di stendere un ordine del giorno unico da portare nelle sedi competenti per sensibilizzare su questo problema. Come presidente della conferenza dell’Usl 4, mi attiverò per condividerlo anche con le altre conferenze dei sindaci sulla sanità del Veneto».

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