Ferrovia verso l’aeroporto di Venezia: «Ora il tracciato è da rivedere»

Il borgo di Ca’ Litomarino si è messo di traverso al progetto della bretella aeroportuale

Partiti di sinistra e comitati: il Cipess ha evidenziato tutte le criticità del progetto. Ma il governo potrebbe decidere di tirare diritto per non perdere altro tempo

VENEZIA. Dopo lo stop da parte del Cipess alla bretella ferroviaria aeroportuale, si solleva un coro unanime da chi si oppone e ora chiede una revisione integrale al progetto. A tutela sia del borgo ottocentesco di Ca’ Litomarino sia dell’integrità della gronda lagunare, come sottolineano i partiti (Pd e Articolo Uno) e associazioni (comitato CriaaVe). Tacciono invece, per il momento, sia Save che il Comune di Venezia.

Nei giorni scorsi, infatti, il Cipess ha bloccato la procedura d’approvazione, passando la palla al Consiglio dei Ministri per superare l’impasse dovuto al contrasto tra ministero delle Infrastrutture e Beni Culturali sull’abbattimento del borgo ottocentesco.

Secondo le previsioni, il progetto con tracciato a cappio che porterà il treno all’aeroporto avrebbe dovuto essere approvato entro i primi di luglio, con annessi i correttivi in corso d’opera per ridurre le interferenze con il territorio (e cioè lo spostamento di 15 metri una strada di servizio che salverebbe il borgo di Ca’ Litomarino dal rischio abbattimento).

Nei mesi scorsi, numerose erano state le osservazioni presentate da Italia Nostra e recapitate anche all’Unesco, proprio a salvaguardia del sito tutelato di Venezia e della sua laguna. A nulla sono valsi i correttivi al progetto che avevano previsto la modifica di una quindicina di metri per realizzare una strada di servizio che sarebbe dovuta entrare per un breve tratto nella fascia di rispetto della bretella autostradale (con annessa deroga richiesta).

«Oltre all’impatto ambientale», sottolinea il deputato Pd Nicola Pellicani, «si pone una questione di servizio. Il chiaro obiettivo di Save con la complicità di Rfi è spostare fermata alta velocità da Mestre a Tessera, il che si traduce in un disservizio per i cittadini di Mestre. Spero che questa strenua opposizione del ministero dei Beni culturali possa portare a modificare il progetto e renderlo a misura dell’ambiente prelagunare».

Partita difficile. Il Pd di Venezia, con Monica Sambo e Alessandro Baglioni, chiede ora a Comune e Ministero un “confronto partendo dal territorio” per modificare il progetto. Di bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto parla invece Gabriele Scaramuzza, segretario regionale di Articolo Uno: «Mezzo vuoto, se il consiglio dei ministri alla fine del percorso si limiterà a aggiustamenti del tracciato esistente. Mezzo pieno, se invece prevarrà il coraggio di dichiarare finita, a Venezia, l’epoca del gigantismo infrastrutturale – sostenuta da Save, grande patron del progetto». Soddisfazione anche dai comitati cittadini di Tessera, come spiega Andrea Grigoletto (vicepresidente del comitato riduzione impatto ambientale aeroporto di Venezia): «Il fatto che Cipess non si sia potuto pronunciare è un atto importante. In tutto questo appare singolare come abbia potuto la Regione Veneto dare via libera a una valutazione di impatto ambientale senza interrogarsi su evidenti criticità. Ora dovrà pronunciarsi il consiglio dei ministri sulla distruzione di un bordo, sulla devastazione di un’ansa naturalistica e su 4 km di galleria alle port

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