Contagi in crescita nel Veneziano, riaprono i Covid hotel

Il dg dell’Usl 4 Mauro Filippi si appella agli albergatori

L’Usl 4 cerca 70 posti in strutture alberghiere del territorio per garantire l’isolamento fiduciario in sicurezza di turisti positivi

JESOLO. Tornano ad aprirsi le porte del Covid hotel alla luce del nuovo aumento dei contagi in tutto il territorio dell'Usl 4. I contagi sono purtroppo ancora in crescita.

Venerdì c'è stata un' improvvisa nuova impennata, con un centinaio di casi in più in tutto il Veneto orientale, che si aggiungono agli altri circa 100, tra positivi e negativizzati che cambiano di continuo i numeri a disposizione nell'azienda sanitaria.

Sono quasi tutti tra suddivisi Jesolo, San Donà, Portogruaro e poi sparsi un po' in tutti i Comuni del territorio, in numero minore. I dati cambiano di continuo, ma certo i contagi ci sono e molte sono le temute varianti Delta.

In questi giorni un positivo all'ospedale di Jesolo, non vaccinato, è stato trasferito all'ospedale di Dolo in gravi condizioni. A San Donà era stata necessaria la terapia intensiva per un altro paziente, di 56 anni, anche lui non vaccinato. Per il momento, non c'è ancora un allarme tra i turisti, ma certo potrebbe arrivare da un momento all'altro stando all'aumenti dei dati e ai tamponi effettuati.

Per questo motivo l'Usl 4 si sta attrezzando. Per gli ospiti delle località balneari, infatti, sarebbe un problema trascorrere l'isolamento fiduciario all'interno dell'hotel in cui soggiornano, magari con la famiglia. Rischiano di contagiare gli appartenenti al proprio nucleo, creare il terrore nella struttura ricettiva. E possono esserci anche situazioni di emergenza tra i residenti in tutto il territorio del Veneto orientale, che non vogliono mettere a rischio il proprio nucleo familiare e non hanno abitazioni o luoghi sicuri e isolati in cui trasferirsi nel periodo di isolamento.

Per tutti questi casi l'Usl ha cercato un hotel che non sarà sul litorale in zona turistica, ma nell'entroterra, con una settantina di posti disponibili. Ci sono state delle candidature e un albergo sarebbe già stato individuato anche se non è stato reso noto il proprietario.

Sono previsti dei rimborsi per ogni ospite e quindi l'albergatore non metterà a disposizione la propria struttura gratuitamente, come già avvenuto in piena pandemia. Molti però non ci tengono a farlo sapere, anche perchè temono che i riflettori possano essere cattiva pubblicità per il futuro.

Chi non ha mai esitato nel mettere a disposizione le proprie strutture ricettive è stata la famiglia Rizzante al lido di Jesolo, che aveva garantito due degli alberghi di proprietà del gruppo a disposizione dell'Usl 4. Vi erano stati ospitati solo un paio di casi sospetti, oltretutto assimilabili più che altro a problemi abitativi e di indigenza, che al covid e alla positività ai test. Ma, tant'è, Jesolo aveva due covid hotel certi a disposizione che sono stati chiusi poi a maggio anche se non particolarmente impiegati per la emergenza. Ora non è più pensabile un covid hotel in zona turistica, dove si creerebbe un effetto panico in tutta la località interessata. Nell'entroterra Sandonatese e Portogruarese, invece, questa operazione avrebbe un impatto minore. 

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