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Sanitari No Vax, 20 sospesi senza stipendio nell’Usl 4 Veneto Orientale

L’Usl 4 ha spedito le prime lettere, in totale gli irriducibili sono 80. Critica la Uil: «Legge superficiale ma va applicata»

SAN DONA’Saranno inviate lunedì le prime 20 lettere con destinatari i sanitari No vax. Nell’Usl 4 del Veneto orientale sono in tutto 80 tra medici, infermieri, la maggior parte e operatori socio sanitari. Se il presidente della Regione Luca Zaia aveva chiesto alle Usl più intransigenti, tra cui proprio l’Usl 4, di aspettare ancora qualche giorno per inviarle, la linea è di nuovo cambiata e si è indurita come l’acciaio.

Tutti sospesi e senza stipendio, come prevede la legge. In questi giorni, anche gli ordini professionali della sanità hanno sostenuto la linea dura in modo unanime e dando pieno appoggio all’obbligo vaccinale per le professioni sanitarie.

Il vento sta cambiando di nuovo rafforzando l’atteggiamento intransigente, soprattutto nella sanità. Così, il direttore generale dottor Filippi prima si era bloccato su indicazione di Zaia che aveva lanciato l’allarme medici in tutto il Veneto, e poi ha dato il via libera alla spedizione. Le prime 20 erano infatti già state fermate in extremis e non erano ancora state spedite pur già pronte e con ricevuta di ritorno.

La settimana prossima raggiungeranno i destinatari che inizialmente erano un centinaio abbondante. Poi alcuni ci hanno ripensato, altri hanno atteso gli esiti di esami per capire se potevano vaccinarsi. E ne sono rimasti 80.

«Agli interessati e relativi Ordini», spiega Filippi, «saranno inviate le lettere che prevedono la sospensione e senza stipendio. E poi, a seguire, verranno spedite anche a tutti quelli che risultano inadempienti nel numero complessivo, e che non possono essere ricollocati in servizi che non implichino rischi per loro».

I sindacati sono in una situazione difficile, ma sono concordi sul fatto che la legge deve essere rispettata e quindi non si oppongono alla decisione delle Usl. «È una legge superficiale», dice il segretario provinciale della Uil Fpl, Francesco Menegazzi, «ma certo deve essere applicata per la tutela di tutti. Non siamo sicuramente contro i vaccini, anche se questa normativa andrebbe modificata perché sia davvero rispettosa dei diritti di tutti e a tutela della salute». I dipendenti della sanità irriducibili non si sentono necessariamente No vax, ma preferiscono essere considerati persone razionali che si informano. Chi ha deciso di non vaccinarsi, e non vuole cambiare idea, è pronto a difendersi anche con i legali se sarà necessario pensando di difendere un proprio diritto alla libera scelta. «Questa è una terapia sperimentale», spiega una oss che non ha intenzione di vaccinarsi, «non è un vaccino vero e proprio, lo sanno tutti. Io non credo di dover perdere il lavoro perché ho posto delle domande, dei dubbi sulla mia salute».  

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