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La carica dei bengalesi in Piazza San Marco: 50 abusivi a sera, la protesta dei negozianti

Nei giorni scorsi le preoccupazioni di commercianti ed esercenti sono arrivate sul tavolo dell’assessore alla Sicurezza Silvana Tosi che ha incontrato l’Associazione Piazza San Marco e il Consorzio Concave proprio per affrontare il problema degli abusivi nell’area marciana

VENEZIA. Scomparsi con la pandemia, riapparsi a piccoli gruppi all’inizio dell’estate, spariti di nuovo nel periodo del G20, da qualche settimana i venditori abusivi sono ritornati padroni di Piazza San Marco. Non appena scende la sera, arrivano dall’entroterra carichi di rose, grano, dardi luminosi, bastoncini per i selfie, in cerca di turisti che passeggiano o mangiano il gelato seduti ai caffè. Durante i fine settimana se ne contano fino a cinquanta, per la maggior parte bengalesi, spesso insistenti, al punto che più di un turista si è lamentato della loro invadenza.

le lamentele

Da via XXII Marzo all’Ascensione, dai Giardinetti Reali a Riva degli Schiavoni, ma soprattutto in Piazza San Marco, gli abusivi si sono spartiti i masegni, gli archi delle Procuratie, chi davanti alla Basilica, chi nei pressi dell’entrata del Museo Correr, ciascuno con il proprio sacco di merce, concentrandosi soprattutto di sabato e domenica, quando l’area marciana è piena di visitatori.

«Dal tramonto in poi, la Piazza è nelle loro mani - spiega il presidente dell’Associazione Piazza San Marco, Claudio Vernier - ci sono sere in cui se ne contano fino a cinquanta e i turisti hanno incominciato a lagnarsi del loro modo di fare».

Nei giorni scorsi le preoccupazioni di commercianti ed esercenti sono arrivate sul tavolo dell’assessore alla Sicurezza Silvana Tosi che ha incontrato l’Associazione Piazza San Marco e il Consorzio Concave proprio per affrontare il problema degli abusivi nell’area marciana.

«La situazione è sempre più pesante e chiediamo più controlli - spiega ancora Vernier - anche perché siamo ancora in emergenza sanitaria. Sicuramente non è una bella immagine per una città che sta cercando con molti sforzi di riprendersi dalla crisi della pandemia».

In Piazza San Marco la risalita è ancora lenta. «Nei fine settimana c’è la massa, ma la massa non compra - spiega ancora Vernier - la differenza la fanno gli americani e gli orientali, ma di americani e orientali ce ne sono pochi, e i cinesi non ci sono»

A fare fatica sono soprattutto i negozi, le gioiellerie, le gallerie d’arte affacciati sulla Piazza. Numerosi negozi avevano chiuso l’anno scorso, altri stanno riaprendo, ma con molta cautela.

I fatturati sono appena il 20-25 per cento rispetto all’estate del 2019, insufficienti a dare sicurezza soprattutto nei casi in cui i proprietari dei fondi non sono andati incontro agli inquilini riducendo il canone d’affitto. Va un po’ meglio per i caffè, i cui fatturati restano comunque del 30-40 per cento rispetto ai tempi pre covid.

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