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Furti in casa, ora è emergenza a Mestre. Denunciati oltre cento colpi in tre mesi

Gazzera, Cipressina e Carpenedo le zone maggiormente prese di mira dai ladri. Sventrate e rubate anche casseforti

MESTRE. L’ultimo furto in casa denunciato alla polizia, a mercoledì, lo hanno messo a segno a Carpenedo. I proprietari non erano in casa in quanto fuori città per le vacanze. I ladri hanno avuto tutto il tempo per colpire e portarsi via la piccola cassaforte a muro con all’interno settemila euro tra denaro liquido e gioielli. L’ultimo colpo di una lunga serie in città sul quale polizia e Carabinieri si stanno dannando l’anima, senza per il momento arrivare a sbrogliare la matassa. Le bande - gli investigatori sono convinti che a colpire siano più gruppi - sembrano imprendibili. Agiscono di notte, come di giorno. E nelle ore notturne non si fermano di certo se in casa ci sono i proprietari, entrano e rubano lo stesso. L’ipotesi che a colpire sia più di un gruppo dipende dall’osservazione del modus operandi dei banditi, verificato nei singoli furti.

I dati sono decisamente allarmanti. In poco più di tre mesi, gli ultimi, ci sono stati un centinaio di furti. Come dire una media di trenta furti al mese. E questo solo in città. È sempre in abitazione. In base alle denunce presentate le zone maggiormente colpite sono la Gazzera, la Cipressina e Carpenedo. L’impennata maggiore c’è stata subito dopo la fine del coprifuoco imposto di notte in seguito alla pandemia. Inevitabile dal momento che il ritorno del traffico notturno è un’ottima copertura per i ladri che si possono muovere con maggiore libertà e senza attirare l’attenzione dei cittadini e delle pattuglie delle forze di polizia impegnate sul territorio.

I ladri razziano di tutto. Non si fanno problemi a rubare anche scarpe usate o abiti dai guardaroba. Ma puntano in particolare a denaro, preziosi e oggetti hi tech. Le cose più facili da piazzare sul mercato della ricettazione.

Non ci sono orari particolari in cui avvengono i colpi, e molto probabilmente una buona parte dei furti è stata commessa dopo alcuni sopralluoghi. Controlli per capire se l’abitazione, o le abitazioni prese di mira, sono abitate in questo momento, e per verificare le abitudini dei proprietari e se esistono telecamere di videosorveglianza nella zona.

Successivamente i ladri entrano in azione. Se in pochi casi a rubare può essere stato anche un solo malvivente per il resto si tratta dell’opera di due o più persone. Questo perché, ad esempio nel caso delle casseforti, un solo ladro non sarebbe riuscito a fare tutto il “lavoro”.

Quando viene trovata la cassaforte, a seconda del tipo, o viene aperta sul posto usando un flessibile a batteria, oppure la staccano dal muro usando dei levarini e la portano via. È evidente che in questo secondo caso all’interno della stanza sono in almeno due ladri e un terzo fa da palo all’esterno e li aspetta a bordo di un automezzo. Solo in pochi casi gli attrezzi usati per lo scasso sono stati ritrovati sul luogo del colpo. Purtroppo senza alcuna traccia delle impronte dei predoni.

Questi non le hanno lasciate nemmeno su mobili che hanno aperto o sugli infissi delle finestre o delle porte forzate per entrare. Ciò a testimonianza che usano guanti o altri accorgimenti (colla o nastro adesivo) per proteggersi i polpastrelli e non lasciare tracce. Quasi sicuramente la refurtiva viene riciclata altrove, se non addirittura all’estero. Qualsiasi ricerca compiuta dagli investigatori nei compra oro della città e della provincia, non ha portato per ora nulla di positivo per le indagini. È probabile che i ladri, secondo gli investigatori provengono dall’est Europa e dai Balcani, ritornino a casa dopo una serie di colpi.

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