Sanità territoriale, i nodi critici in un dossier per l’Usl 4

Appello al dg Mauro Filippi per affrontare i problemi cruciali carenza di medicine di gruppo organici insufficienti e fughe  da Portogruaro verso il Friuli 

SAN DONÀ

Un dossier con i nodi aperti della sanità territoriale nel Veneto Orientale, dalla carenza di medici di base e pediatri fino al problema della revisione degli ambiti territoriali. Il Partito democratico del Veneto Orientale ha raccolto le preoccupazioni di cittadini e amministratori locali in una lettera inviata nei giorni scorsi al direttore generale dell’Usl 4, Mauro Filippi.


«Sappiamo che sta facendo tutto il possibile per risolvere le problematiche sanitarie e nutriamo grande fiducia nel suo operato», spiega Enrico Franchin, segretario Pd del Veneto Orientale, «ci mettiamo a disposizione per smuovere lo Stato e la Regione con atti che coinvolgano gli amministratori e la cittadinanza».

A settembre scatterà una raccolta firme. «Rileviamo una situazione grave di carenza di organico in riferimento ai medici di medicina generale in quasi tutti i Comuni. Con i pensionamenti dei prossimi mesi la situazione non potrà che peggiorare», commenta Franchin, «la distribuzione delle Aggregazioni funzionali territoriali non aiuta, costringendo i pazienti a fare anche 20 km per raggiungere il proprio medico in un altro Comune. In alcuni Comuni non sono nemmeno state avviate le medicine di gruppo». Da qui le prime istanze.

«Chiediamo che ci sia un pressing sulla Regione», aggiunge Franchin, «affinché vengano avviate in tutti i Comuni le medicine di gruppo, vengano modificate le Aft rendendo più agevoli gli spostamenti dei pazienti nei Comuni limitrofi e chiediamo anche che i budget economici a disposizione dei medici di medicina generale vengano aumentati».

Il Pd entra nel dettaglio delle singole situazioni. In realtà come Ceggia e Cavallino le strutture di cui usufruiscono i medici risultano usurate. A Cavallino c’è anche il problema della viabilità estiva in caso di emergenza. «Rimane aperta la problematica dei Comuni di confine con il Friuli e delle fughe nei loro ospedali», scrive Franchin, «nell'ospedale di Portogruaro i posti letto nelle Rsa sono rimasti solo sulla carta e c'è una carenza nei reparti ospedalieri. L’assistenza domiciliare è insufficiente. Rimane aperto il tema hospice unico che coinvolge anche San Donà, la Regione sembra non aver fatto ancora marcia indietro con atto formale». Il Pd segnala il problema di Eraclea e San Stino, «dove i distretti sono stati privatizzati, l’attività ordinaria è stata ridotta». A San Donà vengono evidenziate la carenza di pediatri e la necessità di potenziare le aree materno-infantili e neuropsichiatriche. «Strutture come la Casa Rossa di Fossalta di Piave risultano poco finanziate», concludono dal Pd, «a Jesolo la struttura riabilitativa completa è rimasta solo sulla carta, il pronto soccorso è stato ridotto e la mancanza di un reparto di ortopedia e chirurgia depotenzia l'ospedale». —

GIOVANNI MONFORTE

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