«Serve chiarezza sulla morte di Christian»

I genitori del 17enne spirato sul campetto dell’oratorio non si danno pace: la sua patologia al cuore era sotto controllo



San Donà


«Christian era un ragazzo bravo, educato, il calcio era la sua passione più grande. Non gli mancava niente, adesso è lui che manca a noi. Vogliamo che sia fatta chiarezza su cosa è accaduto». Roberto Bottan e Paola Montagner sono i genitori di Christian, il 17 enne che ha perso la vita domenica pomeriggio, colpito da un improvviso arresto cardiaco mentre giocava con gli amici sul campetto dell’oratorio di Passarella. Abbracciati l’uno con l’altro, davanti alla loro graziosa e ben curata villetta di via Riviera Sile, i genitori accettano con un filo di voce di parlare del loro amato Christian che non c’è più. E, nonostante siano distrutti dal dolore, non dimenticano di ringraziare tutti coloro che sono intervenuti per prestargli soccorso e cercare di salvarlo.

«Grazie a tutti i papà e ai suoi compagni di calcetto. C’erano tutti domenica», raccontano papà Roberto e mamma Paola. I genitori ritornano su quanto accaduto e sui problemi cardiaci di cui aveva sofferto Christian. «Sono in corso delle indagini e su questo aspetto non possiamo dire nulla», spiegano, «quella di Christian era una patologia sotto controllo, una cosa leggera. Nulla che facesse assolutamente pensare a ciò che è accaduto. Anche noi vogliamo capire cosa sia successo».

Christian Bottan studiava a ragioneria, all’Alberti di San Donà. Ma il suo sogno era lavorare nel mondo del calcio. «Il calcio era la sua passione più grande», proseguono i genitori, «era un tifoso juventino e Ronaldo era il suo idolo. Aveva tutti i libri dedicati a Ronaldo. L’ultimo che aveva iniziato a leggere, invece, era quello su Sergio Marchionne. Stava studiando un po’ tutto quello che riguardava il calcio, perché voleva entrare in questo mondo sotto forma non so se di giornalista oppure di procuratore».

Fin da piccolo il pallone era stato il mondo di Christian. Aveva giocato come centrocampista e difensore con il Fossalta Piave e con il Musile Mille, fino alla categoria giovanissimi. Nel tempo libero con gli amici andava sempre a guardare le partite della Serie A all’Antica osteria Da Gigi a Chiesanuova. Christian aveva molti amici tra Chiesanuova e Passarella, perché lì aveva frequentato l’asilo e le elementari e dunque era cresciuto insieme ai ragazzi del posto.

«Il sabato e la domenica andava spesso a giocare sul campetto dell’oratorio», spiegano i genitori, «sempre insieme agli amici trascorreva qualche giornata al mare o qualche sera in compagnia. Ma senza mai fare tardi, massimo alle 22.30 tornava a casa. Era lui il saggio della famiglia». Tutti in paese attendono di conoscere la date delle esequie per dare l’ultimo saluto a Christian e stringersi attorno ai suoi genitori. Oggi il parroco, don Giuseppe Danieli, e i responsabili delle onoranze funebri De Nobili dovrebbero incontrare la famiglia per definire i dettagli dei funerali. «Abbiamo deciso di svolgerli nella chiesa di Passarella», concludono papà Roberto e mamma Paola, «non sappiamo ancora quando si potranno celebrare. Ma, quando tutto sarà sistemato, i funerali vogliamo farli a Passarella». Così potranno parteciparvi tutti gli amici e i compagni con cui Christian ha condiviso tanti momenti felici, tirando due calci a quel pallone che era la sua più grande gioia. —



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