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Gare clandestine notturne vicino al camping a Chioggia

Ragazzini con scooter truccati fino alle quattro del mattino. Il titolare: «Il sonno degli ospiti rovinato da quattro scalmanati»

CHIOGGIA. Moto che scorrazzano a tutta velocità, con marmitte truccate a qualsiasi ora del giorno e, soprattutto della notte, superando ogni limite di sopportazione per residenti e ospiti. Addirittura gare con moto truccate, fino alle quattro del mattino, sotto le finestre dei camperisti.

È successo anche sabato scorso, nel parcheggio comunale, a due passi dalla diga: 10 o 15 ragazzini che si ritrovano di notte e che in sella alle loro moto rigorosamente truccate rovinano il riposo ai turisti alloggiate nelle strutture vicine.

«Siamo in balìa di un gruppetto di ragazzi» dice Andrea Bacci, titolare del camping Tropical «che passa le notti a rovinare il sonno degli ospiti del campeggio. È successo sabato scorso qui, nel parcheggio comunale, ma nelle settimane precedenti anche in via Barbarigo e ad Isola Verde. Non è possibile che per un gruppetto di scalmanati passi l'idea che la città non è sicura o non è accogliente per i nostri turisti. Siamo sicuramente in presenza di una minoranza, che però va fermata subito, prima che diventa davvero un serio problema. Mi chiedo, mai i genitori non si domandano dove siano i loro figli alle quattro del mattino e che cosa facciano in giro di notte?».

Dopo le prime gare, il guardiano notturno del camping Tropical ha chiesto l'intervento dei carabinieri che, al loro arrivo, hanno provocato quantomeno l'allontanamento dei ragazzi che però, dopo qualche minuto, non appena i militari dell'Arma si sono allontanati, sono ritornati ed hanno ricominciato a gareggiare insultando, tra l'altro, anche lo stesso guardiano del campeggio.

«Penso che dei posti di blocco» prosegue Bacci «o controlli per due o tre giorni consecutivi potrebbe far desistere i ragazzi. Negli anni Ottanta dopo mezzanotte non si poteva nemmeno girare in scooter, pena una contravvenzione, ora si supera ogni limite. Non dico che si dovrebbe imporre un coprifuoco, ma credo che qualche regola di buon senso e qualche controllo non farebbero male. Ho chiesto al direttivo di Cisa Camping di riunirsi al più presto per parlare di sicurezza».

Si fa sentire anche la Cisa Camping. «Siamo preoccupati» spiega il presidente Luciano Serafini «perché questi episodi, che pur coinvolgono una minoranza di giovani, che vanno individuati, mal si conciliano con l'accoglienza della nostra città che ambisce al titolo di Capitale della cultura. Siamo certi che le forze dell'ordine accoglieranno il nostro appello».

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