Gli amici sotto choc: «Siamo distrutti»

Il preside dell’istituto Alberti: un ragazzo diligente, aveva superato la classe terza con ottimo profitto nonostante la Dad

SAN DONà

I problemi di salute, la cardiopatia di cui soffriva, lo avevano allontanato dallo sport agonistico. Con gli amici, però, continuava a giocare. Ieri i ragazzi di Passarella di Sopra, erano sotto choc per quanto hanno vissuto, la perdita di un amico, la morte davanti agli occhi, finora vissuta come qualcosa di lontano. Poche parole: «Era un grande amico, siamo distrutti per quello che è successo, Christian ci mancherà e sarà sempre con noi».


E vicino al campo dell’oratorio, sguardi fissi nel vuoto, donne, mamme e nonne, con gli occhi lucidi, anziani con lo sguardo rivolto verso il basso. La comunità di Passarella di Sopra, piccola frazione di San Donà che confina con la Passarella in territorio di Jesolo, o Passarella di Sotto, conta circa 3000 abitanti. Sono sconvolti da questa morte inattesa in una domenica di piena estate. Si conoscono per nome e si vedono quotidianamente quando escono di casa per andare al lavoro, nei bar del posto sempre affollati, alla pizza al taglio o in posta. Quel ragazzo che ha perso la vita ieri nel campetto da calcio veniva spesso a giocare con i figli di chi abita qui, era uno di loro. Una comunità dalla forte identità, che ama la sua terra e crede ancora nei valori della solidarietà e l'amicizia. Per questo ieri è stato come perdere un proprio figlio.

«Per noi quella di ieri è una giornata che dimenticheremo davvero con fatica», dice una signora, «siamo usciti tutti dalle nostre case quando abbiamo visto arrivare l'autoambulanza, anche dalla parrocchia sono arrivati tutti. Abbiamo sofferto tanto per quel ragazzo e i suoi genitori». Poche parole, commenti a denti stretti e il desiderio di non urtare sensibilità in questo momento così difficile. Solo i più giovani, le coppie che passeggiavano con i bambini, hanno spiegato cosa fosse successo, in particolare quelli che sono accorsi cercando di dare il loro contributo, che hanno visto Giuliano Dalla Francesca, uno dei residenti, tentare per primo di salvare Christian Bottan. Quando è stato chiaro che il ragazzo era spirato, tutti sono rientrai mestamente nelle loro case, in parrocchia, in un silenzio desolante, con le strade vuote, le finestre chiuse. Un segno spontaneo di lutto dopo la tragedia appena consumata.

Anche i compagni di scuola all'istituto Alberti di San Donà hanno saputo della morte. Christian Bottan era stato promosso e avrebbe frequentato il quarto anno nella sezione B. Al preside, Vincenzo Sabellico, il compito di esprimere il cordoglio della scuola superiore di via Perugia. «Ha frequentato la 3B indirizzo amministrazione finanza e marketing e sarebbe passato alla classe quarta dopo l'estate», ricorda il preside, «con ottimi risultati, nonostante le difficoltà causate dalla didattica a distanza. Un ragazzo diligente, come lo hanno descritto i suoi docenti, e sempre pronto a collaborare positivamente con i compagni e i professori». Il dirigente scolastico e i docenti sono sconvolti per questo grave lutto e sono ora molto vicini alla famiglia. E lo sono anche gli allenatori delle squadre di calcio in cui aveva giocato, al Musile 1000 e prima ancora al Fossalta di Piave.

«Era innamorato di questo sport», ricorda il presidente del Musile, Pierpaolo Perissinotto, «il calcio era tutto per lui, lo abbiamo avuto con noi dal 2017 al 2019. Una bella famiglia, genitori gentili ed educati». —



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