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Actv, vigilantes separano bimbo di 8 anni dalla mamma a Venezia

Lasciata a terra la signora e impedito al figlio di scendere per raggiungerla. L’azienda: «Il battello era già in movimento, impossibile tornare indietro»

VENEZIA. Vigilantes in azione l’altra sera all’imbarcadero Actv del Lido di Santa Maria Elisabetta, affollatissimo per il rientro dalle spiagge. Imbarcando un bambino di otto anni, ma lasciando a terra la madre, impedendo il ricongiungimento, facendo scendere dal battello il bimbo, nonostante le accorate richieste della mamma.

Il grave episodio è avvenuto sabato sera, come riferisce la signora Caterina Bonelli, testimone dell’accaduto, perché presente alla fermata di Santa Maria Elisabetta in quel momento, in procinto di imbarcarsi.«L’imbarcadero era strapieno di gente che voleva salire a bordo - spiega la signora Bonelli - per prendere il vaporetto della linea 1 alle 20,41 in direzione di San Zaccaria. Il bambino di circa otto anni è corso prima della madre a bordo, staccandosi da lei. Non c’era personale a terra di Actv e a regolare il flusso dei passeggeri pensavano solo due operatrici della vigilanza, che ha un certo punto hanno detto che c’era già troppa gente a bordo, fermando chi doveva salire. Tra di essi c’era appunto, accanto a me, anche la mamma del bambino che ha chiesto allora alle due vigilantes di fare scendere il bambino già salito per restare insieme. La risposta è stata incredibile.

“Doveva stare più attenta signora - le hanno detto - noi ci atteniamo alle disposizioni che ci sono state date e facciamo il nostro lavoro”.

E il vaporetto è partito con il bambino a bordo che urlava chiamando la mamma, senza che anche il personale Actv a bordo desse minimamente retta. Una signora a bordo ha prestato allora il suo cellulare al bambino che ha chiamato la mamma, che gli ha detto di aspettarla alla fermata dell’Arsenale, dove però siamo riusciti ad arrivare solo circa un’ora dopo, alle 21,40.

Non so se la mamma abbia poi ritrovato il suo bambino, lo spero, ma mi sembra vergognoso che possano accadere episodi simili sulle linee Actv, affidate non al personale dell’azienda ma ad addetti alla vigilanza armata. Servirebbe forse qualche vaporetto in più nei momenti di maggiore afflusso come l’altra sera e qualche vigilante in meno».

Da parte di Actv si fa presente - dopo aver sentito le guardie giurate in servizio - che il battello era già in movimento quando la signora, che stava chiacchierando con un’amica, si è accorta che il bambino le era sfuggito ed era salito a bordo e dunque non c’era più la possibilità di comunicare con il personale di bordo per farlo scendere. Una fatalità ma senza, secondo l’azienda, responsabilità del personale.

La decisione di Actv di presidiare con vigilantes armati gli imbarcaderi nei momenti di maggior affluenza, per evitare incidenti, ha suscitato perplessità anche da parte sindacale.

«Pontili “militarizzati” non sono la risposta a un problema di sovraffollamento dovuto al fatto che viaggiamo ancora con l’orario praticamente invernale e a carico ridotto», ha già commentato Valter Novembrini, segretario Cgil, «la linea 2 non solo non arriva ancora al Lido, ma neanche a San Marco. E non basta certo qualche corsa balneare affidata ad Alilaguna con mezzi da 40 posti a risolvere il problema ».  

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