Contenuto riservato agli abbonati

Zamuner libero, revocato l’obbligo di dimora

E’ giunta la decisione del giudice per il carrozziere accusato di scambio elettorale politico mafioso nel processo sul clan Donadio

/ ERACLEA

Emanuele Zamuner è di nuovo libero. Revocato anche l’obbligo di dimora nella sua abitazione a Noventa di Piave. Il carrozziere, socio assieme ai fratelli della Carrozzeria 3 Stelle di Eraclea, potrà uscire liberamente di casa o tornare quando lo desideri. Era coinvolto nelle indagini sulla mafia a Eraclea, accusato di un reato molto grave: scambio elettorale politico mafioso. Difeso dal suo legale, l’avvocato Federica Bassetto, ha contestato tutte le accuse. Zamuner era, a parere degli inquirenti, un intermediario tra il boss dei casalesi, Luciano Donadio, e l’allora candidato, poi eletto, sindaco Mirco Mestre. Scambio elettorale politico-mafioso, articolo 416 ter del codice penale, del quale Emanuele Zamuner si è detto totalmente estraneo.

Gli inquirenti lo consideravano, al contrario, una figura strategica per quei voti che avrebbero fatto poi vincere Mestre contro il sindaco uscente, Giorgio Talon. Zamuner ha affrontato tre mesi di carcere, poi ha ottenuto un permesso speciale per recarsi al lavoro assieme ai fratelli e il papà, che è un imprenditore storico di Eraclea. «Il mio assistito», spiega l’avvocato Bassetto, «ha sempre sostenuto di non aver mai avuto alcun accordo con l’allora candidato sindaco, Mirko Mestre, e di aver fatto pura e semplice campagna elettorale, parlando con numerosi cittadini e conoscenti e discutendo su chi votare. Tra i quali poteva esserci anche Luciano Donadio, così come molti altri. Da qui a scambio elettorale politico mafioso ci passa molto».

Ieri è stata accolta la richiesta di revoca dei domiciliari, pur con il permesso di andare al lavoro. Nei mesi scorsi, il magistrato aveva sostituito i domiciliari con l’obbligo di dimora a Noventa dove abita, sempre con il permesso di andare al lavoro.

Una volta fatto appello al Tribunale del Riesame, la misura è stata infine revocata. «L’esigenza cautelare», spiega il legale, «era legata al rischio di reiterazione del reato, che non c’è più. È accusato di scambio elettorale politico mafioso, 416 ter del codice penale, che noi contestiamo sostenendo che era stata solo campagna elettorale per il sindaco, chiedendo voti a tutti, ma senza prestarsi a fare da tramite in ipotetici scambi di voto contro favori. Il processo va avanti e la strada è ancora lunga, ma siamo ottimisti, consapevoli che le esigenze cautelari sono un aspetto e il processo penale un altro».

Video del giorno

Venezia. Un concerto in Canal Grande per la barca violino

Barbabietola con citronette alla senape e sesamo

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi