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Anziani e stranieri, a Venezia oltre cento famiglie a rischio sfratto: «Come una guerra»

Il boom dopo lo sblocco delle esecuzioni per morosità. Ivana De Rossi (Sunia): «Un’emergenza senza precedenti»

VENEZIA. Ivana De Rossi, segretaria di Sunia (sindacato di inquilini e assegnatari), risponde sommersa da una montagna di carte, pratiche, documenti. Alle sue spalle, alcuni mobili di due famiglie di immigrati, sfrattate da pochi giorni. «In trent’anni di lavoro, non avevo mai visto una situazione simile. È peggio della guerra, perché ora non c’è nulla da costruire. Sono solo macerie».

Con lo sblocco diventato operativo il primo luglio, sono almeno un centinaio le famiglie del comune di Venezia a rischiare di essere sfrattate entro la fine dell’anno. Molte di più considerando l'intera provincia, soprattutto Chioggia, dove la situazione è drammatica.

«Continuiamo a ricevere richieste di aiuto per situazioni già intercettate in passato e per situazioni nuove, siamo preoccupati», dice Simone Venturini, assessore veneziano alla coesione sociale e alle politiche della residenza. Dal primo luglio, sono state sbloccate tutte le esecuzioni per morosità sorte prima del 28 febbraio 2020, quindi prima del Covid. Ma l’emergenza proseguirà nei prossimi mesi, con due nuovi sblocchi, il primo ottobre e il primo gennaio 2022, per le pendenze successive.

«Già nel 2020 avevamo registrato un aumento del 250% delle richieste di aiuto. All’inizio del 2021 abbiamo stanziato 500 mila euro di fondo straordinario per aiutare le persone in difficoltà con il pagamento delle utenze e a breve destineremo ulteriori 900 mila euro per sostenere i canoni di affitto», spiega Venturini.

Ci sono italiani e stranieri. Anziani soli che, dopo avere aiutato i figli nei mesi più duri della pandemia, ora non sanno più come mettere insieme i soldi per arrivare alla fine del mese. Ci sono i padri di famiglia già in grandi difficoltà prima del Covid e che ora vivono nel dramma. Non si riesce a fare un identikit. Ci sono gli sfratti per morosità, per finita locazione; ci sono le situazioni vecchie e le situazioni nuove.

«Quando le morosità sono più recenti, per il Comune è più semplice fornire una copertura minima. Quando invece si parla di casi conclamati, allora serve lavorare di fino con avvocati e proprietà, cercando una composizione» spiega ancora Venturini.

La situazione è omogenea tra centro storico e terraferma. Ci sono le famiglie che non riescono a pagare il canone d’affitto e le famiglie che non riescono a sostenere tutto il resto. «Ci sono almeno 200 persone che si sono rivolte a noi, perché non riescono a farsi carico dell'affitto, ma anche delle bollette o delle spese condominiali» prosegue l’assessore. «Nei prossimi mesi ci saranno decine e decine di sfratti. Per alcuni, il Comune riuscirà a coprire le morosità, convincendo i proprietari. Ma la partita è troppo grande e serve un impegno nazionale, con la regolamentazione delle locazioni turistiche».

Ambito che, sostiene l’assessore, non è in capo all’amministrazione comunale: «La regolamentazione turistica è sottratta ai Comuni. Parliamo dei b&b, ad esempio: è tutto in mano allo Stato e i Comuni non possono fare nulla. Spiega De Rossi: «Tanti coinquilini sono sfrattati proprio perché ora stanno tornando i turisti, che portano denaro. Ma non è solo questione di b&b, ci sono centinaia di case popolari vuote. Non possiamo rimanere in silenzio di fronte a questi drammi». 

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