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Basilica della Salute a Venezia, si stacca l’ala dell’angelo. Un milione di euro per i restauri

I tecnici mostrano lo stato di degrado delle statue in pietra d’Istria

Via al programma degli interventi di pulizia della facciata della basilica. Degrado avanzato nelle statue, marmi anneriti dallo smog

VENEZIA. I marmi e la pietra d’Istria da ripulire. Le statue da consolidare. Pavimenti e finestre da restaurare. La Salute ha bisogno di cure urgenti. Da quasi quattro secoli le statue e gli ornamenti esterni della Basilica del Longhena sono esposti alle intemperie.

Da qualche decina d’anni anche ai fumi dell’inquinamento che ne sgretola le superfici ed entra in profondità. Macchie nere e pezzi che si staccano dalle statue sulla facciata di Re, Profeti, Angeli e Madonne. Così, approfittando delle risorse del bonus facciate che consente di restaurare scalando i finanziamenti dalle tasse, la Curia ha avviato un imponente restauro degli esterni della Basilica.

Impalcatura enorme, che in questi giorni viene montata fino alla sommità della cupola. Ricoperta con un banner pubblicitario, un enorme cartellone della Tim che ha donato 107 mila euro. Il resto, quasi un milione di euro, lo finanzia la Curia. Sopralluogo al cantiere ieri mattina da parte del rettore della Salute Fabrizio Favaro, di don Marco Zane e del responsabile del settore cultura don Gian Matteo Caputo. Per mostrare quali saranno gli interventi. «Uno dei più importanti in corso», dice don Fabrizio, «altri ne seguiranno con lo stesso sistema dello sconto fiscale come la chiesa dei Gesuati, San Geremia. «In questo caso», dice don Caputo, «siamo arrivati al momento giusto. La situazione è più grave di quello che sembra vista dal basso. Bisognava intervenire con urgenza». Durante l’inventario prima dei lavori, i tecnici si sono accorti che un’ala dell’Angelo sulla facciata Nord era appena appoggiata, pericolante. Un colpo di vento e sarebbe caduta. Così i marmi delle altre statue. Ricoperti dalla patina nera causata dallo zolfo e dal carburante di navi, barche e vaporetti. Su in cima all’impalcatura si può verificare lo stato di avanzato degrado dei marmi.

«Non venivano ripuliti almeno dagli anni Settanta», dice don Fabrizio. Al lavoro le ditte specializzate di Arte Poli srl e Tisato da Verona, Seres srl con sede a Cannaregio, con la direzione lavori di Davide Beltrame e Veronica Brustolon, discendente del grande scultore dei cori delle chiese veneziane, progetto di Martina Serafin e Beatrice Pitter. 980 mila euro l’importo della prima fase, che durerà quasi due anni. 580 mila euro per il restauro degli elementi lapidei, 118 mila per gli intonaci, 140 mila per i ponteggi. Seguiranno altre fasi del restauro a cominciare dallo splendido portale originale sulla facciata principale (195 mila euro), il restauro del pavimento in marmo della Rotonda maggiore (280 mila euro), il restauro delle 40 finestre della Basilica, molte originali del Seicento (460 mila euro).

Altri 310 mila euro sono destinati al restauro della Biblioteca del Seminario. Con la disinfestazione del patrimonio librario antico per 36 mila euro, il restauro delle librerie e dei legni (215 mila euro), i nuovi impianti tecnologici (65 mila), Per questioni di burocrazia, gli interventi con il bonus facciate sono possibili solo per le parrocchie che hanno reddito e dunque fanno la dichiarazione dei redditi. Per assurdo le parrocchie più povere – e più bisognose di restauro – sono escluse dai benefici di legge Intanto si parte con la facciata della Salute, con la pulizia dei marmi con speciali impacchi antibatterici. «Nei giorni della Salute», dice don Fabrizio, «il cartellone pubblicitario sarà sostituito con immagini sacre». Ma lo sponsor è prezioso. Com’era stato qualche anno fa per il Ponte dei Sospiri e le Procuratie. E come lo è per altre chiese veneziane come San Salvador.

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