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Via i cassonetti dal Lungomare di Sottomarina: ecco le oasi ecologiche interrate

Progetto dell’amministrazione per migliorare il decoro urbano e il servizio rifiuti. La sperimentazione, anche con l’uso di schermature, interesserà pure altre zone

SOTTOMARINA. Stop alle oasi ecologiche “visibili” nel nuovo Lungomare e nei siti più sensibili della città. La zona turisticamente più calda di Sottomarina, che nei prossimi mesi sarà ridisegnata con il restyling della passeggiata a ridosso dell’arenile, metterà al bando anche la bruttura visiva e olfattiva delle lunghe fila di cassonetti. Pronto un nuovo progetto che prevede oasi interrate o schermate. Lo ha deciso la giunta che nei giorni scorsi ha dato mandato ai propri uffici, in accordo con Veritas, di avviare la sperimentazione in alcune aree del territorio di sistemi di raccolta rifiuti a uso collettivo tramite soluzioni interrate con l’obiettivo di salvaguardare l’ambiente e di migliorare il decoro urbano.

Si tratta quindi di un progetto di riqualificazione urbana, oltre che di uno strumento di miglioramento del servizio di gestione rifiuti e di vivibilità del territorio, che ben si sposa con il maxi progetto di rinnovo del Lungomare. «Più volte, in passato», spiega l’assessore alle Società partecipate Daniele Stecco, «c’è stata l’occasione di discutere della gestione dei rifiuti e dell’opportunità, se non necessità, di individuare una nuova soluzione progettuale relativa alla modalità di raccolta differenziata, specie in aree sensibili del territorio come sul Lungomare di Sottomarina. Una soluzione che permettesse un’ottimizzazione del servizio stesso, oltre che limitare l’impatto visivo dei contenitori di raccolta rifiuti fuori terra».

La scelta di contenitori interrati è sempre più condivisa e sperimentata con successo da altri Comuni. Una scelta che, oltre a ridurre l’impatto visito dei contenitori, presenta altri vantaggi come la possibilità di conferire i propri rifiuti, correttamente differenziati, in qualsiasi ora e giorno della settimana, l’eliminazione dei cattivi odori emanati dai cassonetti, l’eliminazione della barriere architettoniche, la riduzione della micro-raccolta e il conseguente risparmio, nonché la potenziale riduzione dell’abbandono indiscriminato di rifiuti, fenomeno ancora piuttosto diffuso nel territorio soprattutto nelle aree verdi delle frazioni.

«Dove non fosse possibile interrare i cassonetti», precisa Stecco, «si provvederà all’adozione di schermature per le isole ecologiche in corrispondenza di zone caratterizzate da frequente passaggio o in prossimità di monumenti, luoghi di incontro e bellezze naturali». Il provvedimento adottato dalla giunta contempla quindi una doppia possibilità: lo studio di fattibilità per l’introduzione in via sperimentale di sistemi di raccolta rifiuti tramite soluzione “underground” (contenitori a scomparsa o interrati), a limitato impatto visivo e un progetto di decoro urbano con l’adozione di schermature per isole ecologiche dove sia impossibile interrare i contenitori. La giunta ha contestualmente chiesto agli uffici tecnici di valutare, dal punto di vista della conformità al piano urbanistico, entrambi i progettiElisabetta B. Anzoletti

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