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Mestre: trovato morto in casa a 45 anni, si farà l’autopsia

Marco Pividori era riverso nel bagno. Lavorava nell’hotel St Regis di Venezia, era molto legato alla Filcams Cgil

MESTRE. Non rispondeva al telefono da diversi giorni. Poi la segnalazione di un familiare ai pompieri, e infine la tragica scoperta. Marco Pividori, 45 anni, è stato trovato senza vita nel bagno del suo appartamento a Mestre, in via Gozzi. Sul corpo dell’uomo, chef in un noto albergo del centro storico, non sono stati trovati segnali di violenza. La Procura di Venezia ha deciso comunque di disporre l’autopsia per verificare – come accade in questi casi – se la morte sia dovuta a cause naturali o per l’assunzione di qualche sostanza. Il fatto risale a venerdì scorso, ma solo negli ultimi giorni si sono moltiplicate le testimonianze di cordoglio e di vicinanza da parte dei colleghi e della Filcams Cgil, sindacato a cui Pividori era iscritto da tempo. Tutti lo ricordano come una persona solare, disponibile e affettuosa. Sono stati i vigili del fuoco ad intervenire nella giornata di venerdì, dopo la segnalazione da parte di un familiare che da giorni non aveva notizie del 45enne e con più di vent’anni di esperienza alle spalle nel mondo dell’hotellerie, chef de rang (e cioè, cameriere professionista con la responsabilità della sala) al St. Regis di Venezia. Gli ultimi a vederlo sono stati i colleghi di lavoro, che hanno raccontato come nella giornata di lunedì Pividori avesse avuto un pesante litigio sul lavoro. Nella giornata di martedì, il 45enne non si è presentato a lavoro. Qualcuno ha pensato a una indisposizione momentanea. Nelle quarantotto ore successive, quindi nelle giornate di mercoledì e giovedì, l’uomo aveva il turno di riposo. Motivo per cui non si è visto in hotel. Ma non si è nemmeno fatto più vivo con conoscenti e familiari. Motivo per cui, nella mattina di venerdì, è scattata la segnalazione, ai vigili del fuoco e ai carabinieri. Il corpo è stato ritrovato senza vita in bagno. «Siamo sconvolti dalla notizia e ci affianchiamo al cordoglio dei colleghi, e dei famigliari», le parole di Monica Zambon, segretaria Filcams-Cgil Venezia, «siamo contestualmente preoccupati dalle condizioni dei lavoratori del turismo sempre più stressati dalle condizioni di lavoro che si stanno realizzando nella seconda ripartenza del post-covid, si devono mettere in campo controlli nei confronti delle aziende che non tengono conto dei danni psicofisici che si potrebbero realizzare nei confronti dei lavoratori». L’autopsia servirà a chiarire anche se la morte di Pividori sia riconducibile all’assunzione di farmaci o sostanze stupefacenti. Eugenio Pendolini

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