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La conferenza sul clima «Cambiare la produzione»

Nell’ultima giornata focus su ambiente e riscaldamento globale del pianeta Otto compagne assicurative promettono di azzerare le emissioni entro il 2050

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(ansa)

venezia

Cambiare i sistemi produttivi, le abitudini di vita per salvare il clima. E con questo, il mondo.L’appello non arriva, questa volta, da qualche organizzazione ambientalista, ma da chi governa le grandi economie del Pianeta e ha gli strumenti per intervenire: ieri il G20 dell’Economia, all’Arsenale di Venezia, ha ceduto il passo alla Conferenza sul Clima G20. E l’appello finale ad impegnarsi concretamente è stato globale.

«La questione del clima è fondamentale, se non facciamo niente per il riscaldamento globale ci sarà una situazione molto critica. Dobbiamo assolutamente cambiare il nostro modo di produrre, consumare, viaggiare e i nostri stili di vita per ridurre le emissioni di gas», ha commentato il ministro dell’Economia Daniele Franco, che ha presieduto questo G20, «i cambiamenti possono essere un’opportunità per il sistema produttivo. Ci sono stati vari impegni, adesso la Commissione europea propone emissioni zero entro il 2050: un percorso complicatissimo che comporterà grandi cambiamenti nei nostri stili di vita per questo prima cominciamo meglio è. Servono azioni immediate e concrete e una strategia complessiva».

Parla ad una voce, da Venezia, chi ha il potere di decidere ed incidere: ha gli strumenti per farlo. Resta da vedere come li userà. «Il cambiamento climatico ha conseguenze per le banche centrali rispetto al loro obiettivo di stabilità dei prezzi, nella vigilanza e nella stabilità finanziaria», osserva anche la presidente della Bce, Christine Lagarde, «ma c’è un chiaro vantaggio nell’agire in anticipo e garantire una transizione ordinata. Sebbene i costi di transizione possano essere più elevati nel breve termine, nel lungo periodo sono molto più bassi dei costi di un cambiamento climatico fuori controllo». E ha annunciato che la Bce condurrà dei “climate stress test” per valutare l’esposizione degli istituti.

In mattinata era stata la segretaria al Tesoro Usa, Janet Yellen – nel ringraziare l’Italia per il lavoro svolto – a sottolineare come il clima sia cambiato «perchè abbiamo capito il costo dell’inazione». Al tempo stesso sono necessari «interventi più ambiziosi» con la manifattura che va trasformata «verso un sistema a emissioni zero». Anche se il momento è «favorevole alla lotta ai cambiamenti climatici è fondamentale agire con rapidità» perché «siamo in ritardo» ha sottolineato il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco.

All’Arsenale è stata anche annunciata la “Net-Zero Insurance Alliance”, sottoscritta da otto dei leader delle assicurazioni: Axa, Generali, Allianz, Aviva, Munich Re, SCOR, Swiss Re e Zurich Insurance Group. Le compagnie intendono azzerare entro il 2050 le emissioni nette dei propri portafogli, per mantenere l'aumento della temperatura globale entro 1,5° C rispetto ai livelli preindustriali.

Nell’Unione Europea – è intervenuto il commissario all’Economia Paolo Gentiloni – bisogna sfruttare il rimbalzo legato alla ripartenza dopo la pandemia e al Recovery fund per trasformare l’economia e renderla sostenibile: «Ogni azione adottata rispetta il principio di non danneggiare la lotta al cambiamento climatico: speriamo di usare questo rimbalzo per cambiare la nostra economia e renderla più sostenibile». Da Venezia – futura vittima dei cambiamenti climatici, se non ci sarà un’inversione immediata – la scossa è lanciata: la conferenza Cop26 di novembre dovrà dare corpo a programmi concreti, perché l’appello non resti un messaggio nella bottiglia. —

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