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Mira, Naviglio tropicalizzato tra gamberi degli Usa e alghe sudamericane

L’alga porracchia che rende il Naviglio come uno stagno

L’invasione di specie aliene va a minacciare l’ecosistema Il botanico Filesi: «È il segnale del cambiamento climatico»

MIRAIl Naviglio del Brenta si è tropicalizzato: è invaso da alghe sudamericane e ora anche dal gambero americano. Tutte specie che proliferano naturalmente in climi ben più caldi. A sollevare la questione sono i residenti e gli esponenti dei comitati locali.

«Sul canale Naviglio», spiega Guerrino Manente, esponente della lista Nova Mira e del Comitato residenti Piazza Mercato di Oriago, «il tratto che va da Fusina a Moranzani e anche fino a Malcontenta è invaso dai gamberi americani. È una specie che rischia di creare sconquassi ambientali perché non trova sul nostro territorio degli antagonisti. Chiediamo che intervengano al più presto le autorità preposte a limitarne la diffusione».

Si assiste alla foce del Naviglio del Brenta alla crescita esponenziale del gambero rosso della Louisiana. Questo crostaceo d’acqua dolce, che può arrivare a misurare anche 20 centimetri di lunghezza, è una specie aliena, originaria degli Stati Uniti. Soprannominato gambero– killer, crea danni ingenti alle biodiversità e alle specie di acqua dolce. È giunto in Italia nei primi anni Novanta.

Insieme al gambero rosso, lungo il corso d’acqua che si sviluppa lungo le storiche dimore veneziane dei secoli passati c’è anche la Ludwigia Grandiflora, l’alga infestante comunemente chiamata porracchia proveniente dal Sudamerica, che sta rendendo il corso d’acqua come uno stagno. La sua presenza provoca anossia in acqua, cioè mancanza di ossigeno e conseguenti morie di pesci. La porracchia si è diffusa sul Naviglio dal canale Taglio. Si trova anche sul canale Novissimo.

«Effettivamente», spiega Leonardo Filesi, professore di Botanica Ambientale all’Iuav di Venezia e presidente della sezione veneta della Società Botanica, «si sta assistendo ad una proliferazione di specie aliene, sia botaniche che animali, che sono il segno chiaro di un cambiamento climatico e in parte anche di comportamenti poco attenti di chi le ha introdotte sul territorio. La porracchia è difficile da eradicare. Se il Naviglio avesse un livello di corrente dell’acqua più elevato, farebbe difficoltà a trovare un habitat così favorevole».

Sul tavolo da Stra a Fusina resta da oltre 40 anni il mancato scavo del canale denunciato nei giorni scorsi con uno sciopero anche dai battellieri.

«Il Naviglio», spiega il sindaco di Mira Marco Dori, che è anche presidente della Conferenza dei sindaci, «è un bene comune. Questi elementi di tropicalizzazione sono preoccupanti. Servono interventi urgenti. Dobbiamo fare fronte comune con la Regione qui c’è un fiume da salvare». 

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