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Gruppo di giovani in spiaggia a Jesolo rapinati con una bottiglia rotta

Paura per quattro 19enni che sono stati aggrediti, due sono rimasti feriti; sono riusciti a inseguire e bloccare uno dei malviventi poi arrestato dai carabinieri

JESOLO. Rapinati nella notte sulla spiaggia di Jesolo, rincorrono e bloccano uno dei malviventi che li aveva minacciati con una bottiglia rotta. È la paurosa avventura vissuta da un gruppo di turisti vicentini che poi hanno chiamato i carabinieri di Eraclea e di San Donà per far arrestare il rapinatore, il 20enne, I. S. , ivoriano, con precedenti, residente a Vicenza.

L’accusa è di tentata rapina aggravata in concorso e resistenza a un pubblico ufficiale. Alle 2 della notte tra mercoledì e giovedì, quattro 19enni vicentini, tra cui una ragazza, erano in spiaggia, all’altezza del 20° accesso al mare, quando sono stati avvicinati da un gruppo di giovani di colore. Erano cinque o sei ragazzi, uno dei quali ha brandito davanti a i ragazzi una bottiglia rotta e intimato di consegnare cellulari e portafogli.

I rapinatori sono fuggiti dalla spiaggia, ma le vittime hanno inseguito quello che si era impossessato della refurtiva riuscendo a raggiungerlo. È iniziata così una violenta colluttazione nella quale i vicentini hanno avuto la meglio riuscendo, con non poche difficoltà, a bloccarlo e a chiamare il numero di emergenza 112 dell’Arma.

I carabinieri di Eraclea, per primi sul posto, hanno preso in consegna l’ivoriano che ha cercato con forza di divincolarsi anche dai carabinieri per tentare nuovamente di fuggire dimenandosi e colpendo i militari che sono riusciti a tenerlo ferma rimanendo illesi.

Si è aggiunto il personale dell’aliquota radiomobile di San Donà, giunto in rinforzo ai colleghi. Addosso all’ivoriano sono stati trovati una banconota da 10 euro che era stata sfilata dal portafoglio sottratto, così come i cellulari abbandonati nella fuga. La refurtiva è stata immediatamente restituita alle vittime. Due dei ragazzi vicentini sono rimasti lievemente feriti, con 5 giorni di prognosi.

Il 20enne ivoriano è stato arrestato, trasferito al carcere di Venezia a disposizione del pm di turno, Giorgio Gava. Le indagini sono concentrate nella ricerca dei complici. Fondamentale è stata la collaborazione tra i cittadini e i carabinieri che hanno avviato una serie di servizi di controllo per frenare il fenomeno della “cattiva movida” e quindi i reati collegati alla presenza di molti giovani fuori controllo al lido di Jesolo e protagonisti di risse, spaccio e altri reati.

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