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Valentin, cento e lode Ma per la legge italiana non può iscriversi all’Accademia militare

Valentin Necula, di Quarto D’Altino, ha conquistato un cento e lode allo Zuccante

QUARTO D’ALTINO. La “erre” marcata tradisce i cinque anni di scuola a Mestre; la parlata sciolta e disinvolta, la consapevolezza di un ragazzo che non si ferma entro il recinto degli studi scientifici dell'istituto che ha frequentato.

Valentin Necula, di Quarto D’Altino e di origini rumene, è uno dei tre ragazzi da 100 e lode che quest’anno hanno terminato gli studi allo Zuccante.

Tanto bravo per ottenere il punteggio massimo a scuola e per vedersi recapitare un’offerta di borsa di studio da un’Università svizzera; non abbastanza per fare domanda di iscrizione all’Accademia militare di Modena. Ma le capacità non c’entrano: Valentin - 19 anni, di cui quasi 16 trascorsi a Venezia -, per la legge italiana è un cittadino rumeno, ancora privo della nostra cittadinanza.

Poco importa che qui abbia frequentato le scuole, che qui vivano i suoi amici, che qui ci sia tutta la sua vita. Valentin, con il suo rumeno claudicante e la sua cadenza veneziana, non è italiano.

«Al momento non sono in essere accordi con la Romania, è richiesta la cittadinanza italiana per tutti i concorsi in forza armata» si legge nella mail che l'Accademia ha inviato al ragazzo, rispondendo alla sua richiesta di informazioni sull'iscrizione.

«Sono tornato dalla Romania giusto ieri e lì tutti mi dicevano che non sono più rumeno. Parlo male la lingua, mi vesto come un italiano, mi muovo come un italiano. Ho pure l’accento veneziano» racconta, sorridendo per il paradosso. Niente da fare.

Per la legge italiana, Valentin non diventerà italiano prima dei 23-24 anni. «Quando sarò troppo vecchio per iscrivermi all’Accademia. Era il mio sogno». L’iter per l’ottenimento della cittadinanza è un percorso a ostacoli, paradossale e imbarazzante, che rivela una distanza siderale tra istituzioni e realtà.

«Quando ero minorenne, i miei genitori si erano interessati. Per fare domanda per la mia cittadinanza sarebbero dovuti andare in Romania per ritirare di persona determinati documenti, per poi richiedere la loro traduzione legale. Un’operazione che necessitava di tempo e denaro: per il viaggio, per la traduzione di un avvocato, con un ulteriore contributo da 250 euro. Oltre a questo, perché io potessi avere la cittadinanza, era necessario che anche i miei la ottenessero, superando un esame B1 di italiano. Loro parlano molto bene la nostra lingua, ma non hanno mai provato a scrivere in italiano».

Valentin, sì. Lo dimostra il suo 100 e lode alla maturità e lo sostengono i suoi insegnanti: «Mi hanno detto che potrei benissimo iscrivermi a Lettere. La commissaria esterna mi ha persino consigliato di studiare latino, questa estate, per indagare le origini del rumeno» racconta il ragazzo.

Valentin ha finalmente formalizzato la sua richiesta di cittadinanza, ora non gli resta che attendere gli incerti tempi della burocrazia, che ha già calpestato buona parte dei suoi sogni. «Qualche tempo fa, sarei potuto andare con la scuola negli Stati Uniti, per prendere parte alla simulazione di un congresso dell’Onu. Ma non ci sono riuscito».

Eppure il percorso scolastico del ragazzo è stato da manuale. «La conclusione con il 100 e lode è stata una bellissima sorpresa. Ce l’ho fatta perché io punto sempre al massimo. All’esame, ho presentato la mia proposta di gestione di un sistema e-commerce, proprio come Amazon, realizzato anche un piccolo “locker” per il ritiro».

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