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Battellieri del Brenta in sciopero:«Restituire il decoro al Naviglio»

Le condizioni di abbandono in cui è lasciato il Naviglio Brenta: oggi sciopero dei battellieri

La categoria appoggiata da albergatori, ristoratori, agenzie turistiche e sindaci. Coinvolti 130 addetti diretti, ma con l’indotto si arriva a quasi 300 persone

MIRA. I battellieri del Naviglio del Brenta si fermano oggi per tutta la giornata per protesta contro le condizioni in cui è ridotto il corso d’acqua. Il canale non è scavato da oltre 40 anni è invaso da una alga infestante, l’erba non viene tagliata regolarmente e sulle sue acque ci sono rifiuti di ogni tipo.

Ad appoggiare la protesta dei battellieri scendono in campo ristoratori e albergatori dell’area, Confesercenti e pure le agenzie turistiche della zona che oggi non prenderanno prenotazioni per i battelli.

«La protesta dei battellieri» spiega Adelino Carraro, storico ristoratore e esponente di Confcommercio «è sacrosanta. Il Naviglio del Brenta è stato scavato oltre una quarantina di anni da dalla foce di Moranzani a Mira. Il tratto da Stra a Mira non so nemmeno da quanti decenni non è scavato. Il Naviglio è il biglietto da visita della Riviera non può essere certo lasciato in queste condizioni. I sindaci e le istituzioni reperiscano i fondi necessari alla sua manutenzione».

«Come agenzia turistica» spiega Gabriele Baldan, referente del Gruppo Ambiente Mobilità e Turismo che conta 400 aderenti «in solidarietà con i battellieri non abbiamo preso prenotazioni per chi voleva farsi un giro sui battelli da Moranzani a Stra. Servono interventi immediati della Regione».

«La protesta dei battellieri» spiega Enrico Zarotti, presidente di Confesercenti «è condivisibile. Deve essere chiaro che il Naviglio è un bene comune e non può essere trattato in questo modo».

Anche il sindaco Marco Dori, neo presidente della conferenza dei sindaci della Riviera è dello stesso avviso: «Tutti noi vogliamo il bene del Naviglio. Servono azioni concrete e risolutive, da mettere presto in campo con tempistiche certe. Credo che l’iniziativa dei battellieri sia un estremo grido d’aiuto per una situazione diventata ormai insostenibile. Quindi massima vicinanza a chi cerca di ripartire e vorrebbe essere messo nelle condizioni di lavorare, ma anche di promuovere nel mondo le bellezze del nostro territorio. Presto li incontrerò in forma ufficiale a nome della conferenza, che da sempre segnala i tanti problemi dei nostri corsi d’acqua, dallo sfalcio dell’erba alla gestione dei rifiuti e delle erbe infestanti, al progressivo interramento. E adesso purtroppo i nodi vengono al pettine e sono sotto agli occhi di tutti, anche dei turisti. Non c’è più tempo da perdere».

Il settore della navigazione fluviale che oggi si ferma vede coinvolti circa 130 dipendenti diretti, ma l’indotto comprende anche guide turistiche, ristoranti, aziende di catering ed eventi: si arriva a circa 300 persone che di fatto nel 2020 sono rimaste senza lavoro o hanno lavorato a sprazzi. Proprio in queste ore infine, l’appello del gruppo Libertà e Giustizia della Riviera - presieduto da Paolo Cacciari - di togliere dai beni alienabili del comune Villa Levi Morenos. 

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