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I passi “bionici” di Alice a San Marco. «Guardatemi, non bisogna arrendersi mai»

La diciannovenne ha realizzato il sogno di passeggiare nella «città più bella del modo». Lo stesso esoscheletro è messo a disposizione dall’ospedale San Camillo per i pazienti

la storia

Alice in piazza San Marco, la “più bella del mondo”, desiderava camminarci. Sulle sue gambe. E così la sua vittoria di ieri è la realizzazione di un sogno, ma anche un inno alla sensibilizzazione sulla ricerca scientifica a favore di chi non ha le stesse possibilità. Diciannove anni di Udine, ma cresciuta a Ferrara, Alice Leccioli ha passeggiato ieri mattina nel cuore di Venezia. Ad accompagnarla, l’assessore alla coesione sociale Simone Venturini.

E appunto, l’ha fatto poggiando i piedi sul suolo e allungando le sue gambe: «Nel mio piccolo, da promotrice della robotica, voglio dimostrare che si può fare tantissimo per ragazzi come noi. Sono veramente grata di questa giornata e di poter camminare in questa splendida piazza», le sue parole in piazza San Marco.

Alice infatti a causa di un distacco di placenta, durante il parto, ha riportato una diparesi spastica che non le permette di muovere le gambe in maniera autonoma. La sua storia era balzata alle cronache nel 2015, quando era stata protagonista dello show “Tutto Esaurito” su Radio 105, durante il quale il conduttore Marco Galli aveva lanciato un appello per mettere a disposizione della ragazza un mezzo idoneo al suo trasporto, dopo che lei stessa aveva subito un intervento di chirurgia funzionale alle gambe ed i piedi.

L’appello era stato raccolto da alcune aziende e rivenditori di auto e Alice aveva potuto tornare a viaggiare. Qualche tempo dopo la sua storia era stata raccontata dalle “Iene” e dal giornalista Matteo Viviani. Grazie a questa visibilità una benefattrice, colpita dalla sua storia, aveva donato ad Alice e alla sua famiglia l’” Esko” che usa per camminare e che ha portato anche a Venezia. Da quando ha iniziato ad utilizzare l’esoscheletro è passata da 200 a quasi 3mila passi al giorno.

A livello medico, oggi è seguita dal dottor Franco Molteni, esperto in neuroriabilitazione e Direttore Unità Operativa Complessa Recupero e Riabilitazione Funzionale di Villa Beretta, a Lecco. In questi anni si è resa protagonista di una serie di iniziative volte a sensibilizzare e a dare informazioni per chi, come lei, affronta il quotidiano con delle difficoltà che, grazie alla ricerca e alle nuove tecnologie, possono essere alleviate. E sogna un futuro, «dove magari potranno essere introdotti esoscheletri ad uso domestico».

«La testimonianza di Alice, il suo impegno e la forza di volontà sono un esempio per tutti», le parole dell’assessore Simone Venturini. Per quanto riguarda “Esko”, l’Irccs San Camillo del Lido è l’unica struttura ospedaliera del Veneto a mettere l’esoscheletro meccanico a disposizione dei propri pazienti.

«Un prezioso strumento di riabilitazione del cammino, «spiega la dottoressa Anna Maria Cortese, medico fisiatra responsabile del progetto Esko presso il San Camillo, «che viene usato nella ricerca e che è a disposizione di tutti i nostri pazienti, anche in convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale». 

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