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Riecco i turisti italiani, sul litorale hotel già pieni all’86 per cento

La zona bianca e lo stop all’obbligo della mascherina all’aperto hanno convinto le famiglie a prenotare per le vacanze

JESOLO. Parte finalmente la stagione estiva 2021 con il grande ritorno degli italiani. Ieri sulla costa veneziana, da Bibione a Sottomarina, le auto in coda non erano solo quelle dei pendolari del fine settimana. A confermarlo sono i dati dell’occupazione alberghiera che si attesta in media all’86 per cento con punte da tutto esaurito, anche nelle strutture a 4 e 5 stelle.

E il 50 per cento del turisti al momento sono italiani. Seguono dunque tedeschi, austriaci, svizzeri e norvegesi. Tra gli italiani, molti sono arrivati dal Trentino Alto Adige e naturalmente Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, ovvero il bacino di riferimento per il Veneto da 60 milioni di presenze turistiche annue e 17 miliardi di euro di fatturato, metà dei quali sulle spiagge.

Dati che oggi sono in crescita rispetto all’estate scorsa, quando in questo stesso periodo le strutture erano state da poco aperte e ancora in rodaggio dopo la prima ondata pandemica. Quest’anno il turismo ha potuto beneficiare su una zona bianca per più tempo e con la coda delle festività “tedesche” che ha garantito molte più presenze, almeno in coincidenza con il Corpus Domini.

I numeri dell’estate 2019, una delle migliori, sono lontani, ma va ricordato che se la scorsa stagione abbiamo chiuso a meno 40 per cento, verosimilmente quest’anno possiamo aspirare a un meno 20 per cento se non addirittura meglio. Molto dipenderà dal mese di settembre.

Intanto, gli operatori si godono gli ottimi segnali della ripartenza. «Finalmente sono arrivati i turisti italiani», commenta il presidente di Federalberghi Veneto, Massimiliano Schiavon, «che garantiscono una importante occupazione alberghiera in questo periodo. Le richieste sono in aumento anche per la fine di questo mese, dopo di che entreremo in piena stagione con numeri diversi».

Resta il problema della richiesta di manodopera. Mancavano all’appello fino al mese scorso circa 5 mila addetti, in particolare camerieri, baristi, aiuto cuochi. Il problema si è solo attenuato, perché ancora servono lavoratori stagionali, almeno 3 mila.

«Un problema che il prossimo anno», aggiunge Schiavon, «dovremo affrontare per tempo, tra febbraio e marzo. Noi abbiamo dato delle indicazioni al Ministro del Turismo Garavaglia nell’ottica di un alleggerimento degli oneri contribuitivi che possano essere impiegati come incentivo per i lavoratori stagionali».

Buone anche le presenze nei campeggi, soprattutto a Cavalino Treporti, ma anche Bibione e Caorle o Eraclea. A Jesolo, molte strutture ricettive sono piene nel fine settimana.

«Da domani non si dovranno più indossare le mascherine», ricorda il presidente dell’Aja, associazione jesolana albergatori, Alberto Maschio, «a questo aggiungiamo la fine delle scuole. Ecco perché sono arrivati i turisti italiani che hanno ricevuta la spinta giusta in questo fine settimana. Durante la settimana l’occupazione alberghiera diminuisce, attorno al 60 per cento in media, ma i primi dati sono buoni e ci fanno ben sperare per una stagione che sia migliore di quella dell’anno scorso».

Oggi si attende l’invasione dei pendolari sulle spiagge, con lunghe code sulle strade. Si calcolano intorno alle 600-700 mila presenze sulla costa veneziana in questo fine settimana di sole.

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