La riconversione di Porto Marghera. Montesyndial, terminal da un milione di Teu

Una veduta di Porto Marghera

L’opera prevede l’installazione delle infrastrutture necessarie ad attivare l’alimentazione elettrica delle unità navali in ormeggio presso 24 accosti distribuiti rispettivamente presso il Terminal Ro/Ro e Ro/Pax a Fusina, il nuovo Terminal Crociere in Canale Nord/Sponda Nord a Porto Marghera, Riva Sette Martiri, Santa Marta, San Basilio e Marittima a Venezia

VENEZIA Efficientare e aumentare la sostenibilità ambientale, potenziare la logistica e le infrastrutture degli scali veneti, nonché preservare la loro accessibilità nautica. L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale ha proposto al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili cinque interventi finanziabili nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

L’ammontare del finanziamento richiesto dall’Autorità dei Porti di Venezia e Chioggia è di oltre 173,46 milioni di euro.

«Con l’insieme di questi interventi progettuali, in linea con la strategia indicata a livello nazionale, intendiamo rendere gli scali veneti sempre più green e sostenibili sul piano ambientale ed economico-sociale e più efficienti sul piano logistico grazie al potenziamento infrastrutturale», commenta Fulvio Lino Di Blasio, presidente dell’Autorità. Gli interventi proposti dal porto veneziano puntano per prima cosa alla elettrificazione delle banchine a Porto Marghera e a Venezia. L’opera prevede l’installazione delle infrastrutture necessarie ad attivare l’alimentazione elettrica delle unità navali in ormeggio presso 24 accosti distribuiti rispettivamente presso il Terminal Ro/Ro e Ro/Pax a Fusina, il nuovo Terminal Crociere in Canale Nord/Sponda Nord a Porto Marghera, Riva Sette Martiri, Santa Marta, San Basilio e Marittima a Venezia. A Malcontenta si richiedono alcune opere di adeguamento ferroviario e stradale del nodo di via della Chimica. Si prevede la modifica dell’attuale tracciato ferroviario del raccordo base portando lo stesso a tergo del compendio Magazzini Generali e a lato di Via della Meccanica, nonché il raddoppio del raccordo esistente in prosecuzione di quello esistente in via dell’Elettronica. Per quanto riguarda la parte stradale, l’opera prevede la modifica degli attuali tracciati per mezzo di rotatorie, sottopassi e sovrappassi. Le opere di ripristino dei marginamenti includono quelle delle casse di colmata B lungo il Canale Malamocco-Marghera e di ripristino del marginamento ambientale della sponda nord canale industriale sud di Porto Marghera. Nel primo caso l’opera riveste importanza fondamentale per la funzionalità del canale navigabile, consentendo l’eliminazione di una delle cause dell’interramento del canale stesso e anche la predisposizione di una considerevole area di deposito per i sedimenti che devono periodicamente essere dragati.

«Ci impegneremo nel portare avanti opere che mirano a recuperare la piena accessibilità marittima e garantire la sicurezza compatibilmente con la tutela ambientale di Venezia», prosegue Di Blasio, «Di estremo interesse strategico è il progetto per la nascita del terminal Montesyndial che potrà movimentare fino a un milione di teu».

Nell’area di oltre 90 ettari è prevista la riconversione ambientale e produttiva con la realizzazione di un nuovo terminal specificatamente progettato per la movimentazione di contenitori. Ed infine la realizzazione del Ponte ferroviario sul canale industriale ovest. Il nuovo collegamento tra la dorsale sud-ovest del Porto di Venezia e la stazione di Venezia Marghera consentirebbe di ridurre i tempi complessivi delle manovre ferroviarie.

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