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A Venezia rispuntano i varchi per i turisti: al via la sperimentazione

Avm ha pubblicato un avviso di interesse per reperire soluzioni tecnologiche  da testare prima dell’entrata in vigore del contributo di accesso nel 2022

VENEZIA. L’entrata in vigore del contributo d’accesso (o tassa di sbarco) nel 2022 è dietro l’angolo. Ed ecco che il Comune di Venezia inizia ad attrezzarsi. Così, sempre nell’ottica del governo dei flussi di visitatori, rispuntano i varchi.

In questi giorni è stato infatti pubblicato un avviso di interesse da parte di Avm, per conto dell’amministrazione comunale, con l’obiettivo di verificare «la disponibilità di operatori economici interessati a sponsorizzare la società attraverso la messa a disposizione, per un periodo non inferiore a 90 giorni, di varchi di accesso che possano trovare installazione in luoghi pubblici all’aperto».

Questi varchi di accesso, al centro dell’avviso che ben presto sarà tradotto in inglese in modo tale da cercare potenziali aziende anche fuori dai confini nazionali, dovranno avere caratteristiche tali da resistere agli agenti atmosferici. Dovranno anche integrare un sistema di controllo accessi attraverso la tecnologia bluetooth, Qrcode e altre, così da supportare l’accesso tramite smartphone o altre tecnologie di comunicazione e lettura ottica.

Insomma, inizia la fase dei preparativi in vista di un 2022 che dovrebbe tradursi in un ritorno a pieno regime del turismo crollato nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Acqua alta del novembre 2019 prima e Covid poi, infatti, hanno comportato un brusco rallentamento dell’economia cittadina e delle presenze turistiche. Tanto che lo stesso contributo d’accesso, inizialmente previsto per il 2020, è stato fatto slittare prima nel 2021 e in seconda battuta addirittura nel 2022.

E così, in parallelo alla tassa di sbarco, la città vira sempre più verso un modello di città su prenotazione. In quest’ottica, ecco spiegato il ritorno dei varchi. La loro prima comparsa risale a 3 anni fa. Abbinati al sistema dei bollini, varchi presidiati dalla polizia locale erano comparsi lungo lista di Spagna e Strada Nova non senza polemiche. Ora si punta a testarne di nuovi, in alcuni punti della città che dovranno ancora essere stabiliti. Ad ogni modo, dal Comune assicurano che non si tornerà alla situazione del 2018 che aveva creato non poche polemiche. Cardine di questo nuovo modello di accesso alla città resta la Smart Control Room, una sorta di “torre di controllo” nella quale confluisce in tempo reale un’imponente quantità di dati: dal numero delle persone presenti in città al numero e tipologia di barche nei canali della città storica, dai passaggi ed eventuali ritardi dei mezzi pubblici stradali e acquei al controllo del flusso turistico, dalle previsioni meteorologiche alla situazione dei parcheggi, oltre alle immagini delle quasi 500 telecamere di sorveglianza.

E in attesa del ritorno al preCovid, dopo Biennale e Salone Nautico ennesimo banco di prova per la città sarà la Festa del Redentore. Come confermato dal sindaco Brugnaro in diretta a Tg2Post, dopo lo stop imposto dalla situazione sanitaria, quest’anno la tradizione sarà nuovamente celebrata. Torneranno i fuochi, il ponte votivo, le imbarcazioni in Bacino San Marco. Il tutto, però, con regole stringenti per evitare assembramenti.

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