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La risposta all’appello: «Pronto a donare il midollo per aiutare il piccolo Fabiano»

Quando ha letto la storia del piccolo Fabiano, un trentenne di Valli ha subito contattato l’Admo. Cischi Bertaggia: «Ho pensato: e se fosse mio figlio? Farei qualsiasi cosa per salvarlo»

VALLI (PADOVA). Un trentenne di Valli pronto a donare il midollo osseo per tentare di salvare Fabiano, il piccolo di quasi cinque anni di Pozzonovo affetto da una grave forma di leucemia. Quando ha visto l’appello disperato dei genitori, mercoledì sulle pagine del Mattino di Padova, Cischi Bertaggia, operaio di 30 anni, residente a Valli, ha subito chiamato la moglie Laura per condividere con lei l’idea di rendersi disponibile per la donazione.

La coppia è stata subito d’accordo e hanno cercato i contatti per riuscire a mettere in moto il meccanismo sanitario. Ieri mattina la coppia ha contattato l’Admo di Piove di Sacco e mercoledì prossimo Bertaggia effettuerà gli esami per capire se c’è compatibilità. Le possibilità sono ovviamente ridottissime (una su 100 mila), ma il giovane ci vuole provare.

«Quando ho letto l’articolo», spiega il ragazzo, papà di un maschietto di due anni e mezzo e in attesa del secondo figlio, «ho sentito qualcosa dentro. Ho pensato subito e se fosse mio figlio? Farei qualsiasi cosa per salvarlo, ho pensato a cosa stanno passando i suoi genitori e ho deciso che era giusto provare. Ho chiamato mia moglie, le ho parlato di questa idea e lei subito ha condiviso la mia scelta. Io ero al lavoro, le ho chiesto di informarsi per capire chi contattare e come avanzare la mia candidatura».

Con un giro di telefonate ieri mattina la moglie Laura Barbierato è riuscita a trovare il giusto contatto per avviare la procedura e fissare l’appuntamento per gli esami del sangue che permetteranno di capire se Bertaggia sia compatibile con il piccolo, ma anche di inserirlo nella banca dati nazionale dell’Admo per un eventuale altro trapianto. Per Fabiano la donazione del midollo osseo è l’ultima strada possibile dopo due anni di terapie chemioterapiche che non hanno dato gli effetti sperati.

La malattia è stata scoperta a gennaio 2019 e da allora Fabiano e i genitori entrano e escono dagli ospedali per contrastare la leucemia. Dopo una piccola parentesi di miglioramenti, a febbraio scorso è comparsa una recidiva e le uniche speranze sono ora legate a un trapianto di midollo da eseguire in tempi molto veloci. Il donatore va ricercato tra le persone dai 18 ai 35 anni sapendo però che le probabilità di compatibilità sono bassissime.

«Non so nemmeno cosa comporti la donazione del midollo e come avvenga», spiega Bertaggia, «ma ovviamente se potessi salvare una vita, ne sarei felicissimo. Più persone si metteranno a disposizione più aumenteranno le possibilità di trovare un donatore. Se fossi nei panni di questi genitori, farei qualsiasi cosa per trovare qualcuno. Hanno fatto bene a uscire sui giornali e rivolgere un appello. Non vedo l’ora che arrivi mercoledì per andare a fare il prelievo». 

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