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La libreria Goldoni Ubik ritorna ai veneziani: «Cultura per la città»

La direttrice della libreria Goldoni Ubik, Laura Pastrello

Rimasta chiusa per quattro mesi e in via di riconsegna alla città dopo un restauro radicale, lo spazio di calle dei Fabbri riaprirà nei prossimi giorni che avevano temuto il peggio

VENEZIA. I libri viaggiano nei carrelli della spesa, quelli per i bambini sotto la scala, i romanzi a sinistra, saggistica e filosofia al primo piano. E’ ancora un via vai di scatoloni, strofinacci, volumi che passano da una mano all’altra e infine trovano il proprio posto sugli scaffali della libreria Goldoni Ubik Venezia, rimasta chiusa per quattro mesi e in via di riconsegna alla città dopo un restauro radicale.

Rinnovato dal sottosuolo al soffitto, con un piccolo magazzino annesso alla zona vendita, l’illuminazione a faretti, le pareti bianche, 230 metri quadrati di superficie, lo spazio di calle dei Fabbri riaprirà nei prossimi giorni per la gioia dei veneziani che, per un attimo, a marzo scorso, avevano temuto il peggio quando sulle vetrine erano calate la saracinesca.

La seconda vita della Goldoni sarà legata alla Ubik, rete di rivendite di libri che ha già negozi a Mestre, in via Poerio, e a Treviso, come spiega la direttrice Laura Pastrello.

«Ubik è un marchio che ci permette di restare una libreria indipendente - dice - Faremo inoltre capo al gruppo Rusconi che ci permetterà di offrire proposte editoriali a prezzi vantaggiosi».

Tra le novità, una particolare attenzione al fumetto, che avrà due scaffali dedicati. Una sezione sarà riservata ai libri su Venezia, un’altra ai testi in lingua, un’altra ancora (di peso) ai classici, oltre naturalmente alla narrativa italiana e straniera. Complessivamente, i titoli saranno 22-25 mila.

«Restiamo una libreria veneziana, al centro della cultura della città» spiega ancora Laura Pastrello. Goldoni Ubik ospiterà presentazioni di libri, con particolare riguardo agli autori emergenti, anche grazie a collaborazioni con associazioni culturali e del mondo del teatro.

Felicissimi i vicini di vetrina, dalla profumiera all’alimentarista, che ancora frenano l’avanzata delle botteghe cinesi che hanno preso in affitto o comprato numerosi negozi della calle.

La Goldoni è tra le poche realtà rimaste in piedi a Venezia dove, un tempo, le librerie erano ovunque. La libreria francese di San Giovanni e Paolo è diventata una trattoria, la Fantoni a San Luca ha chiuso, così come il Capitello, la Tarantola e la Mondadori. Ma c’è chi resiste, con giustificato orgoglio.

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