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Esercito contro il degrado, Jesolo si divide

Confcommercio e Confapi con il sindaco. Dubbi di Maschio (Aja): «Non è il messaggio giusto per una località di mare»

JESOLO. Esercito al lido, l’ultima spiaggia per il sindaco, Valerio Zoggia, non fa paura. Nessuna particolare levata di scudi, salvo qualche eccezione, davanti alla prospettiva di militarizzare la città se non ci fossero forze di polizia sufficienti per rinforzare gli organici. La deputata della Lega, Ketty Fogliani è stata rassicurante in merito: «La ripartenza dei territori comincia anche dalla sicurezza delle nostre località. Grazie all’impegno della Lega, e in particolare del sottosegretario Molteni, arriveranno anche nel litorale veneto i tanti attesi rinforzi delle forze dell’ordine. Sono, infatti, 12 le unità previste dal 19 luglio al 22 agosto». Non certo grandi numeri davanti ai fatti di piazza Mazzini, lo spaccio, vandalismo, frastuono, i rischi di risse e violenze, centinaia di giovani senza controllo. E un’ordinanza anti alcol che non è facile far rispettare.

Il sindaco, Valerio Zoggia, ieri intervistato da Unomattina, non ha finora minimizzato il fenomeno. Monitorerà due settimane l’efficacia della ordinanza prima di decidere. E oggi alle 16 tornerà in vigore per tutto il weekend. L’esercito sarebbe l’extrema ratio, ma Zoggia ha precisato di voler fare di tutto per evitarlo in una città turistica. Il presidente della Confcommercio Angelo Faloppa, non è affatto scandalizzato da questa possibilità: «Viene impiegato anche nelle città turistiche, abbiamo valenti militari famosi nel mondo in operazioni di pace, professionisti veri. Credo che potrebbero essere tranquillamente impiegati anche qui soprattutto lungo la spiaggia».

Sulla stessa linea Confapi con il delegato al turismo Roberto Dal Cin. «Anni fa avevamo anche la Militar Police americana, che potrebbe tornare», ricorda, «e poi i rinforzi con l’esercito sarebbero un ulteriore deterrente. Dobbiamo assicurare controlli a ogni costo».

Dubbioso invece il presidente dell’Aja, Alberto Maschio: «Non sono per nulla convinto, l’esercito in una località di mare non darebbe il messaggio giusto. Meglio puntare sui rinforzi di polizia, carabinieri e finanza», dice il presidente degli albergatori. Ma c’è chi parla di nuovo stato di assedio. «Ci mancava solo la disponibilità del sindaco Zoggia a far ricorso all’esercito», attacca Salvatore Esposito di Rifondazione comunista, «nel tentativo di arginare gli episodi di violenza o di degenerazione del frainteso modo di divertirsi a Jesolo. In fin dei conti una dichiarazione di resa a gruppi di giovani che vandalizzano la città. Un anno di silenzio, senza previsione di ciò che ogni anno si verifica per tre mesi nelle piazze e strade Jesolane. Nei mesi scorsi tutta l’attenzione era stata concentrata sulla sede della Croce Rossa Italiana che veniva ritenuta responsabile dei disagi della città prendendo a pretesto la presenza di un centinaio di profughi. Ora tale problema non esiste più e i fatti reali si presentano nella loro cruda realtà. Ora si giunge al punto di essere costretti a trasformare le piazze di Jesolo a somiglianza di piazza della Costituzione di Santiago nel Cile del 1973 o di piazza degli Eroi a Budapest del 1956».

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