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No Grandi Navi contro gli insulti «Denunceremo gli odiatori»

Marta Canino

Il comitato contrario al passaggio delle crociere per San Marco annuncia una nuova manifestazione per il 21 giugno, quando entrerà la Msc Magnifica

VENEZIA. Offese che arrivano ad augurare la morte, minacce di violenza fisica e insulti a non finire contro gli attivisti del Comitato No Grandi Navi sono già nelle mani degli avvocati con nome e cognome degli autori dei post. Insieme ci sono anche le tre denunce a chi guidava le barche che, lo scorso sabato, si sono infiltrate nella manifestazione contro la ripartenza della crocieristica e sono andate addosso a quelle degli ambientalisti.

Ora gli attivisti, nella sede di Santa Maria Formosa, hanno mostrato la violenza verbale che si è scatenata su Facebook concludendo che lasceranno una porta aperta al dialogo a patto che si cambi registro.

I No navi hanno inoltre annunciato che, in occasione dell’incontro del 20 giugno per le mobilitazioni contro il G20, ci sarà un apposito tavolo sulle navi. Non sono escluse azioni per il 21 giugno, quando in laguna entrerà la Msc Magnifica.

«Siamo qui per cercare di ripartire da una discussione politica decente dato che perfino il direttore di Clia Italia, Francesco Galietti, ha dichiarato su più quotidiani che ha le stesse posizioni dei No navi», ha detto Marta Canino, tra le portavoce del movimento.

«Il gioco che vogliamo svelare è che da una parte i portavoce dei lavoratori parlano di dialogo, ma dall’altra non fanno nulla di fronte a questa violenza che da alcuni è anche istigata. Nessuno dei portavoce dei lavoratori ha tolto gli insulti o li ha condannati. Fabio Zane, per esempio, scrive: “I ga da morir tutti”, seguito dall’emoticon della cacca».

I No navi hanno mostrato le stampe di tutti i cosiddetti odiatori, pubblici su Facebook. Decine e decine di post dai quali sgorgano risentimento e una cieca rabbia. «Ricordatevi i volti se doveste incontrarli per strada», scrive Giacomo Aliota aggiungendo i disegni di martello e insetto e aggiungendo anche «una randellata di botte ci vorrebbe a sta gente». «Meritate tante botte», posta Donatella Macchion, mentre Marco Pitteri, tra i più attivi, attacca le iniziative di sabato con i bambini dicendo che vengono usati come scudo. Seguono commenti sui genitori che Tiziana Vianello definisce «Sti infami bastardi dei No». Sono solo alcuni dei post pubblicati.

«Queste frasi non sono tollerabili», ha concluso Canino «Il Comitato Venezia Lavora o chi rappresenta i lavoratori, nell’ultimo anno presenti alle nostre assemblee con una delegazione, devono mettere fine a questa doppiezza perché si ripercuote anche sui lavoratori. Dov’erano sabato le migliaia di lavoratori di cui tanto si parla?».

In occasione dell’incontro l’attivista Marco Baravalle ha specificato che lui stesso è andato a depositare la richiesta in Questura della protesta e che era chiarissimo che la manifestazione sarebbe stata a terra e in acqua, non come ha detto Vladimiro Tommasini del Comitato Venezia Lavora che ha giustificato lo scontro dicendo che la manifestazione doveva essere a terra.

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