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Mose, arrivano i 538 milioni di euro. Oggi in Tribunale il nodo Consorzio

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Il Cipess sblocca i fondi per l’opera e il Piano Europa. Restano i debiti. Vertice Miani-Zincone

VENEZIA. 538 milioni di euro per finire il Mose, avviare la manutenzione e gli interventi previsti dal Piano Europa in laguna. Dopo mesi di attesa, ieri, mercoledì, finalmente il Cipess ha dato il via libera all’utilizzo dei fondi dello Stato, derivanti dai risparmi sugli interessi dei mutui contratti negli ultimi anni.

Tra un paio di mesi, dopo il via della Corte dei Conti, i fondi saranno disponibili nelle casse del Provveditorato alle Opere pubbliche. Un passo importante. Salutato  con entusiasmo dal ministro Enrico Giovannini, dal sindaco Luigi Brugnaro, dal ministro dei Cinquestelle Luigi D’Incà, dalla commissaria del Mose Elisabetta Spitz.

I fondi adesso ci sono. Ma resta aperta la “grana” dei debiti del Consorzio Venezia Nuova. Oggi il Tribunale dovrebbe decidere sulla richiesta depositata dal commissario liquidatore Massimo Miani di “ristrutturazione del debito”. Cioè il taglio dei crediti spettanti alle piccole imprese per lavori già fatti.

Si andrà probabilmente verso un rinvio, in attesa di trovare una soluzione. Le imprese del Consorzio (Kostruittiva, Ccc, Salmistrari, Coedmar, Rossi) hanno già detto chiaramente. «Se non ci pagano rischiamo noi il fallimento». I cantieri sono bloccati. E dè arrivata anche la dura presa di posizione delle imprese che hanno costruito gli impianti.

«Una grave lesione dei nostri interessi, non accetteremo la riduzione dei pagamenti dei 26 milioni che avanziamo», scrivono Abbm Sirti, Siram, Radar, Del Bo e Mat. Ricordano di aver scritto al governo la loro indisponibilità ad accettare tagli, l’invito del ministro Brunetta alla riunione in Prefettura a “pagare le imprese”.

«Ma tre giorni dopo il commissario Miani», scrivono, «ci convocava avanzando la proposta della riduzione del debito. Per noi è questione pregiudiziale e non eludibile che venga risolto il pregresso». In caso contrario, avvertono, «le attività di movimentazione non riprenderanno. E la colpa non sarà nostra».

Dunque si attende l’esito dell’udienza di stamattina. Ieri altra riunione fiume di Miani, accompagnato dal suo consulente. l’avvocato Ambrosini, con il provveditore e l’avvocato Alfredo Biagini. «Non si può far pagare lo stato di crisi del Consorzio alle imprese che non hanno partecipato alla sua gestione», è stato detto.

Anche perché, hanno osservato i rappresentanti delle imprese, i nostri crediti debiti che Miani vuol cancellare non superano in totale i 46 milioni. Mentre quelli del Consorzio superano i 200.

Ieri Giovanni Salmistrati, presidente di Ance Venezia, ha salutato con soddisfazione lo sblocco dei milioni mancanti. «Ringraziamo il ministro Giovannini e in particolare il ministro Brunetta, che qui a Venezia si era impegnato per questo. «Fondi importanti», dice Salmistrari, «non solo perché consentiranno di concludere il Mose, ma anche di sbloccare interventi altrettanto importanti per Venezia come quelli compensativi del Piano Europa».

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