Contenuto riservato agli abbonati

L’ex sceriffo di Treviso Gentilini si presenta a Jesolo e predica tolleranza zero

La ricetta del vulcanico leghista ospite dell’albergatore Santin: «Piazza Mazzini va chiusa con un cordne di polizia e carabinieri. Bisogna punire subito chi sgarra»

JESOLO. Lo sceriffo in piazza Mazzini. Visita a sorpresa di Giancarlo Gentilini ieri mattina a Jesolo, alla vigilia dell’incontro tra il sindaco, Valerio Zoggia, e il prefetto Zappalorto questa mattina a Venezia, per discutere di sicurezza e ordine pubblico al lido dopo i recenti scontri e liti violente.

Un incontro ufficiale per esaminare la bozza di una ordinanza anti alcol molto severa che vieta vetro e alcolici dopo una certa ora, prevede controlli e sanzioni. E considera anche le videocamere di sorveglianza tra la piazza e la spiaggia. Ma i problemi non sono solo in piazza Mazzini, ma in tutto il lido jesolano.

L’ex sindaco di Treviso, 92 anni portati meravigliosamente, in elegante abito blu e cravatta fantasia con toni estivi sul giallo, è arrivato al lido per salutare l’amico Venerino Santin, albergatore al Principe Palace di piazza Mazzini e consigliere comunale leghista suo epigono. Diciamo il suo “delfino” sul litorale, perché Gentilini conta ancora ed è venuto a salutare la Lega dei duri e puri.

Di fronte alle risse alcoliche dei fine settimana, l’analisi di Gentilini è impietosa, a metà tra il leghismo classico dalle tinte scure, per non dire nere. Un Gentilini pronto a dettare il verbo leghista dello sceriffo, lui che conosce bene Jesolo e tutto il basso Piave. Era spesso al ristorante da Mimmo, a Stretti di Eraclea, per gustare il gransoporo famoso e oggi è all’hotel Principe Palace di Jesolo, dove Santin si sta battendo quotidianamente da anni per la sicurezza in piazza Mazzini, invasa da orde di giovani scapestrati, ubriachi, alterati in ogni modo, rissosi.

Un locale è stato è chiuso dalla Questura dopo una lite violenta, un altro è stato devastato tra sedie e tavolini. Ci sono famiglie che hanno paura di passeggiare a una certa ora. Il rischio è anche di un grave danno di immagine della località turistica.

«Per la sicurezza in piazza Mazzini», suggerisce Gentilini, «la soluzione è una: chiudere con un cordone di sicurezza tra polizia e carabinieri, 24 ore su 24. Non si scherza. Entra solo chi si comporta bene e nel rispetto delle leggi e della città. Ci vuole controllo e punire subito chi sgarra».

Tra una battuta e l’altra l’ex sceriffo non rinuncia a rinverdire i suoi temi classici.

«Stiamo assistendo all’oscurantismo delle sinistre», spiega polemico Altro che Dio, Patria e Famiglia. La nostra tradizione religiosa la stiamo perdendo in favore dell’apertura ad altre religioni che si vogliono imporre sulle nostra con valori che non possiamo accettare. La Patria, la stiamo smarrendo anche questa cantando Bella Ciao, che passa per canzone della Resistenza, quando fu tirata in ballo due anni dopo e mai cantata dai partigiani, scimmiottando altre canzoni. E la famiglia? Non posso assistere a due uomini che si baciano o si sposano. Stiamo perdendo gli uomini veri, quelli della razza del Montello e del Piave. Io l’ho detto anche a Zaia e Salvini che dobbiamo dare tranquillità alle nostre famiglie, tranquillità economica e sociale, perché si formino e prosperino. E poi l’ho sottolineato a Salvini: vi ricordate il Patto d’acciaio tra Italia e Germania? Nessuna fusione, ma il mantenimento assoluto delle identità. Questa è la Lega in cui crediamo e che si allargherà al mondo».

Video del giorno

Emozione a Jesolo, la prima tartarughina nata in spiaggia raggiunge il mare

Timballo di alici

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi