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Al Comune di Venezia arrivano beni per 15 milioni: ecco quali, da piazza Barche al Marzenego

L’elenco del patrimonio acquisito attraverso il federalismo demaniale. Dall’accesso a Forte Marghera a ex caserme e poligoni, tra il l Lido e le altre isole

VENEZIA. Valgono circa 15 milioni e mezzo di euro i beni demaniali acquisiti negli ultimi anni a titolo gratuito dal Comune di Venezia, nell’ambito del federalismo demaniale. L’Amministrazione infatti, su richiesta dello stesso Demanio, ha attribuito ora un valore, iscrivendoli così a bilancio all’interno del proprio patrimonio. Ecco l’elenco dettagliato.

Quelli di maggior valore sono i fabbricati ad uso abitativo (circa 7,1 milioni di euro) , seguiti dai fabbricati industriali e costruzioni leggere (circa 4,3 milioni di euro), i beni immobili (circa 2,8 milioni), i terreni (circa 1, 2 milioni di euro). 

Nel “pacchetto” trasferito dal Demanio al Comune c’è di tutto. Un piccolo appezzamento di terreno formato per imbonimento di un tratto di Canal Grande-Riva Stazione. La succursale dell’Archivio di Stato alla Giudecca.

Due stabili in campo San Bartolomeo. Il cantiere “Faldis” nell’area cantieristica della Giudecca. E, ancora, le Infermerie di Sant’Anna, piazzale Ravà, al Lido, ma anche l’ex caserma della Guardia di Finanza degli Alberoni, insieme all’arenile della stessa zona e anche all’ex Poligono militare, sempre al Lido di Venezia.

L’elenco di beni demaniali acquisiti dal Comune prosegue con un terreno adiacente all’ex Ufficio Daziario degli Alberoni sempre al Lido. Le ex Carceri di San Severo. L’ ex campo di addestramento militare di San Nicolò, ancora sull’isola. Inoltre, un terreno di natura sabbiosa a Sant’Erasmo. L’ex alveo del fiume Marzenego. Piazza Barche, a Mestre. Alloggi a Venezia, in Calle Schiavona.

L’area dell’ex demanio marittimo a Malcontenta. L’ex Caserma della Guardia di Finanza di Burano. A Sacca Sant’ Alvise, gli immobili retrostanti l’Opera Pia Coletti. E inoltre l’Ex poligono di tiro a segno a Murano. Un terreno a Sant’Erasmo. Il Canale colmato del cimitero di Murano. Un terreno di nuova formazione nella zona industriale. La strada di accesso a Forte Marghera. Un altro tratto dell’ex alveo del fiume Marzenego. Un appartamento a Burano.

Come si capisce, un insieme di beni compositi, di non facile sfruttamento a fini commerciali e che forse anche per questo sono stati ceduti gratuitamente al Comune. Alcuni però rivestono un’importanza strategica per il Comune anche dal punto di vista dell’accessibilità, come ad esempio l’ex alveo del fiume Marzenego o la strada d’accesso a Forte Marghera. O la stessa piazza Barche.

Starà ora al Comune pensare a come valorizzare – magari cedendoli in uso – quelli ad esempio già di uso militare come le ex caserme e gli ex poligoni.

Resta a questo proposito ancora irrisolta la questione dell’ex Caserma Pepe del Lido che il Comune aveva chiesto di ottenere in proprietà nell’ambito del federalismo demaniale, legandolo però al progetto di valorizzazione di tipo turistico presentato dall’associazione Fispmed, che è stato giudicato inadeguato dal Demanio, anche perché legato a un altro immobile, l’ex convento di San Nicolò, che è invece di proprietà comunale. Per questo l’assegnazione dell’ex Caserma Pepe al Comune si è bloccata.

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